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Rojas, Manuel

narratore cileno (Buenos Aires 1896-Santiago 1973). Figlio di poveri emigrati, ebbe una giovinezza molto dura e si formò, da autodidatta, su scrittori che erano stati, come lui, operai e avventurieri (Gorkij, Jack London, ecc.). Cominciò a scrivere racconti di “cose viste”, o rapidi ritratti realistici di compagni e amici d'avventura (Hombres del sur, 1926; Uomini del sud); e del racconto arrivò a essere un autentico maestro (El bonete maulino, 1943; Il berretto del Maule). Ma nel 1932 scrisse anche un primo romanzo (Lanchas en la bahía; Lance nella baia), e successivamente altri, fino all'indiscutibile capolavoro: Hijo de ladrón (1951; Figlio di ladro), primo volume di una trilogia sostanzialmente autobiografica, completata poi con Mejor que el vino (1958; Meglio del vino) e Sombras contra el muro (1964; Ombre contro il muro). Interessante anche l'Antología autobiográfica (1962). Narratore lineare ed efficace, di un realismo sempre governato da un'accorta sensibilità, Rojas ha saputo anche sondare con acume la psicologia borghese e ritrarre icasticamente ambienti “medi” e urbani, oltre a quelli rurali e popolari.

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