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Romani, Màrio

economista e sindacalista italiano (Milano 1917-1975). Allievo di Francesco Vito all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, tornato agli studi dopo la guerra, conseguì nel 1951 la libera docenza in storia economica, percorrendo nell'ateneo milanese le varie tappe della carriera accademica fino a diventare preside della facoltà di economia e commercio (presso la quale creò l'Archivio per la storia del movimento sociale cattolico in Italia) e nel 1969 prorettore dell'università. Egli unì al suo impegno di storico e studioso delle grandi trasformazioni della società contemporanea in Italia e nel mondo un forte impegno civile e sociale che lo condusse ad accettare di partecipare nel 1949 al Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana e, al momento della sua fondazione, nel 1957, al Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL). Tuttavia le forze maggiori egli le dedicò al sostegno del movimento dei lavoratori a partire dal suo incontro con Giulio Pastore, fondatore della CISL. A Romani si deve, tra l'altro, la scelta coraggiosa della CISL di puntare sulla formazione perché il sindacato riuscisse a farsi carico dei gravi problemi che doveva affrontare per raggiungere i suoi obiettivi. Dirigente dell'Ufficio studi e formazione della CISL, egli fu il principale punto di riferimento culturale del sindacato sino alla fine degli anni Sessanta del sec. XX. Lavorò sempre a favore di una nuova cultura del lavoro e del sindacato in Italia dando vita alla Fondazione Giulio Pastore di Roma, presto segnalatasi tra i maggiori centri di ricerca culturale in Italia. Tra le opere più significative di Romani ricordiamo Appunti sull'evoluzione del sindacato (1951) e Storia economica d'Italia nel secolo XIX (1968).

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