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Romano il Melòde

innografo bizantino (sec. V-VI). Nato a Emesa in Siria, diacono a Berito, al tempo dell'imperatore Atanasio (491-518), passò a Costantinopoli, dove appartenne alla chiesa della Vergine. La tradizione manoscritta conserva sotto il suo nome 85 inni, ma l'edizione critica più recente (1963) gliene assegna 59. Né a Romano il Melode va attribuita l'invenzione del contacio, che pure con lui compare per la prima volta nella letteratura bizantina: egli rielaborò e adattò alla liturgia greca forme poetiche già ampiamente usate in Siria. La lingua è atticizzante, ma mista di elementi popolari e semitici. La tematica è desunta dal Vecchio e Nuovo Testamento e dai Vangeli apocrifi; particolare rilievo ha il culto della Vergine. Il valore artistico dei contaci di Romano il Melode, che tuttora si cantano, è stato forse esagerato (il poeta è stato definito il Pindaro cristiano). Ma nonostante le cadute di tono è innegabile la sua forza espressiva.

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