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Roncégno

comune in provincia di Trento (31 km), 535 m s.m., 38,05 km², 2475 ab. (roncegnesi), patrono: santi Pietro e Paolo (29 giugno).

Centro dell'alta Valsugana, posto alla sinistra del fiume Brenta, esteso al margine di un'ampia conca, dove confluiscono i torrenti Largonza e Chiavona. Sorto in epoca romana, dal sec. XI fece parte della contea vescovile di Feltre. Ebbe signori propri fino al 1214, quando passò ai Caldonazzo, e nel 1385 fu quasi completamente distrutto dai vicentini. Seguì poi le vicende di Borgo Valsugana.§ Nel paese sorge la parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, costruita nel sec. XVIII da C. Bianchi: ornata all'interno da affreschi coevi del Rovisi, conserva una pala di F. Guardi.§ L'economia si basa sul terziario: la città è conosciuta stazione termale (acque arsenicali-ferruginose). L'industria è presente con aziende estrattive (calcare), del legno (imballaggi e serramenti) e del ferro (arredi sacri). L'agricoltura produce mele, pere, uva da vino, cereali e foraggi.

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