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Rosmersholm

dramma in quattro atti del norvegese H. Ibsen, scritto nel 1886. Il pastore protestante Johannes Rosmer, educato a un severo ideale religioso, dopo la morte della moglie Beata, che si è gettata nella gora di un mulino, ha rinunciato alla sua missione sacerdotale. Egli sostiene ora il valore autonomo della vita, riconosce nella felicità terrena lo scopo dell'esistenza e ama, riamato, Rebecca West, la quale gli confesserà più tardi di aver provocato la follia e il suicidio della moglie. Preso dall'orrore, dubitando ormai dei propri ideali, che teme nati da sentimenti non puri, Johannes non sa però sottrarsi al fascino della donna la quale, nella certezza di aver sublimato la propria passione in un'aspirazione sacrificale, si getta nella gora del mulino insieme con l'uomo amato. Tipico dramma del teatro ideologico di Ibsen, Rosmersholm svolge la tesi che soltanto chi è puro è felice, e riassume la visione della vita del drammaturgo, che appare qui, più che in Brand, influenzato dalla filosofia di Kant.

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