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Rossano

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comune in provincia di Cosenza (97 km), 270 m s.m., 149,43 km², 35.835 ab. (rossanesi), patrono: Santa Maria Acheropita (15 agosto).

Generalità

Cittadina situata sul versante settentrionale della Sila Greca, in una pianura resa fertile in passato dai depositi dei fiumi Crati e Coscile. Rossano fu inoltre centro culturale ed economico di primo piano nel periodo bizantino per la presenza di ben sette importanti monasteri basiliani.

Storia

Città fortezza sotto i Romani (Roscianum), divenne libera università sotto i Normanni e gli Svevi e fu principato con gli Angioini, gli Aragonesi e i Borbone. Nel corso dei secoli fu infeudata a diverse famiglie, tra cui i Marzano (1445-64), gli Sforza (1487-99), gli Aldobrandini e i Borghese (1681-1806). Venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1836.

Arte

La Cattedrale dell'Assunta, costruita intorno al Mille e ora di aspetto barocco, conserva, specialmente nell'abside, parti dell'antica costruzione angioina; all'interno i soffitti in legno a cassettoni delle tre navate risalgono a epoche diverse: quello della navata centrale è del sec. XVI, gli altri due del primo Settecento; la venerata immagine della Madonna Acheropita (“non dipinta da mano umana”) è un affresco bizantino dei sec. VIII-IX. Nel vicino Palazzo Arcivescovile è il museo diocesano, che custodisce tra altre opere di pregio il Codex purpureus rossanensis, evangeliario greco probabilmente del sec. VI, scritto in argento e oro e splendidamente miniato. La chiesa di San Marco (sec. X o XI), piccolo edificio a pianta quadrangolare sormontato da cinque cupolette cilindriche, sorge in cima a una rupe. Testimonianze del periodo bizantino sono rintracciabili anche nelle chiese della Panaghia (la “tutta santa”), del sec. XII, e di Santa Maria del Pilerio.

Economia

Compongono il quadro economico l'agricoltura (cereali, olive, agrumi, foraggi, ortaggi, liquirizia), l'allevamento (bovini, ovini e suini), l'industria, che opera nei settori alimentare (lavorazione della liquirizia), meccanico e chimico, cui si affianca un notevole flusso di turismo estivo balneare.

Dintorni

Nei dintorni un altro notevole esempio di arte bizantina è dato dalla chiesa e dai resti del monastero di Santa Maria del Patire o Pathirion, posti in luogo elevato dal quale la vista spazia fino al mare. Fondato agli inizi del sec. XII dal monaco basiliano calabrese Bartolomeo da Simeri, il monastero è in rovina, ma la chiesa conserva parzialmente la struttura primitiva, benché il portale gotico della facciata sia più tardo (sec. XV); l'ampio interno è diviso in tre navate da pilastri cilindrici che sostengono arcate ogivali; altre quattro colonne hanno capitelli corinzi. Del pavimento originario a mosaico, fatto con marmi calabresi e altri antichi di riporto, si conservano tratti abbastanza ampi.

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