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Royal Ballet, The-

nome assunto per concessione reale nel 1956 dalle compagnie del Sadler's Wells Ballet (The Royal Ballet) e del Sadler's Wells Theatre Ballet (The Sadler's Wells Royal Ballet). La prima compagnia discende, in linea diretta, dal piccolo gruppo di allievi della Academy of Choreographic Art fondata nel 1926 da Ninette de Valois e apparso per la prima volta all'Old Vic Theatre in alcune composizioni della stessa de Valois a complemento di alcune produzioni liriche e teatrali. Per volere dell'energica Lilian Baylis, impresario dell'Old Vic, la scuola si trasferì nel 1931 al Sadler's Wells Theatre, da poco edificato e da lei stessa gestito. Il piccolo gruppo di giovani ballerini, sostenuti dalla presenza di alcuni ospiti di prestigio fra cui A. Dolin, e dal talento creativo di giovani coreografi come F. Ashton, presentò in quello stesso anno nei due teatri una serata di balletti che segnò il vero e proprio inizio dell'attività della compagnia (allora denominata Vic Wells Ballet). Les rendez-vous di Ashton segnò, nel 1933, un importante punto di svolta nella crescita artistica del giovane complesso. La presenza di stelle di valore internazionale quali A. Markova e R. Helpmann, la qualità degli allestimenti – parziali o integrali – dei maggiori classici del repertorio ottocentesco e le nuove creazioni proposte dalla de Valois o dal geniale talento di Ashton, furono elementi determinanti nell'affermazione della compagnia. L'ottima scuola, che fin da principio l'aveva affiancata, forniva intanto eccellenti elementi al corpo di ballo. Fin dal 1935 si era poi messo in luce lo straordinario talento interpretativo di Margot Fonteyn, destinata a rappresentare, per molte decadi a venire, la quintessenzadella moderna tradizione ballettistica britannica. Attivissima anche negli anni del secondo conflitto mondiale, la compagnia contribuì in proporzione determinante, con i propri fondi, alla riapertura, dopo la guerra, del prestigioso Teatro dell'Opera a Covent Garden e fu per questo invitata a porre in quel teatro la propria residenza. Alcuni fra i più prestigiosi coreografi hanno collaborato con la compagnia, in particolare a partire dal dopoguerra. Fra questi L. Massine, G. Balanchine, R. Petit, B. Nijinska. Nel 1946 venne formata una seconda compagnia, il Sadler's Wells Theatre Ballet (poi Sadler's Wells Royal Ballet e, dal 1991, Birmingham Royal Ballet), la cui sede rimase il teatro posto nel quartiere londinese di Islington. La scuola e la compagnia si confermavano intanto fonte e palestra di nuovi talenti, e mentre John Cranko e Kenneth MacMillan si mettevano in luce come coreografi, accanto alla generazione della Fonteyn, di M. Shearer e M. Soames sbocciavano i talenti interpretativi di N. Nerina, S. Beriosova, A. Page, S. Holden. Crescente successo riscuotevano intanto anche le apparizioni all'estero della compagnia. Salutare per il suo costante rinnovamento fu poi l'avvicendamento ai vertici, opportunamente predisposto dalla de Valois, che nel 1963 lasciò la direzione del complesso ad Ashton. A questi succedette nel 1970 MacMillan, sostituito nel 1977 da N. Morrice e nel 1986 da A. Dowell. La compagnia può contare su un vasto repertorio di classici, affiancato a un'ampia selezione delle opere di Ashton e di MacMillan e arricchito da opere di autori contemporanei di grande prestigio (Cranko, Nijinska, Tudor, Balanchine e Robbins, e in seguito G. Tetley, H. van Manen, W. Forsythe) e da produzioni di giovani autori inglesi (D. Bintley, A. Page). Nel corso degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta del sec. XX, le stagioni della compagnia hanno acquisito risonanza internazionale anche grazie alla presenza di R. Nureev e alla splendida partnership da lui formata con la Fonteyn. Un certo recente declino della compagnia, legato a qualche incertezza nella direzione artistica e alle crescenti difficoltà economiche, è stato controbilanciato dall'acquisizione di nuovi talenti stranieri, cresciuti nelle file della scuola (come le italiane A. Ferri e V. Durante) o acquisiti da altre compagnie (la francese S. Guilleme, i russi I. Mukhamedov, A. Assjlmuratova e il giapponese Tetsuya Kumakawa).