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Rozanov, Vasilij Vasilevič

pensatore russo (Vetluga, Kostroma, 1859-Zagorsk 1919). Insegnante in provincia, sposò nel 1880 A. Suslov, l'amante “diabolica” di Dostoevskij. Trasferitosi a Pietroburgo collaborò alla rivista reazionaria Tempo nuovo e fondò nel 1909 la Società religioso-filosofica da cui però fu espulso dopo la pubblicazione di un articolo antisemita. Dopo aver salutato con entusiasmo la Rivoluzione del 1917, in preda a una nevrosi d'angoscia si chiuse nel monastero della Trinità a Zagorsk, dove morì. Il pensiero di Rozanov è basato su una sorta di religione naturalistica del sesso e della procreazione e sulla contrapposizione della primitiva religiosità della Genesi o di antichi miti orientali al moralismo puritano del Nuovo Testamento. I suoi saggi sono raccolti in Case isolate (1912), Foglie cadute (1913), L'apocalisse del nostro tempo (1917-18). Fu anche autore del Commento alla leggenda del Grande Inquisitore (1894).

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