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Rucellài

famiglia fiorentina di cui si ha per la prima volta notizia in documenti del sec. XIII con Alemanno Oricellario (dall'oricello, il lichene da cui si estraeva una tintura per i panni), che accumulò un patrimonio considerevole nella produzione e commercio delle lane. I discendenti, soprannominati Oricellari e poi Rucellai, s'inserirono tra le famiglie fiorentine di maggior fama e dettero 14 gonfalonieri di giustizia e 85 priori alla Repubblica fiorentina. Fra i vari membri della famiglia: Berlinghieri (m. Firenze 1348) represse la rivolta dei Tolomei in Siena (1318) e venne armato cavaliere. Suo nipote Giovanni di Paolo (Firenze 1403-1481) fu mercante e mecenate e fece costruire l'omonimo palazzo da L. B. Alberti, la facciata di S. Maria Novella e la villa di Poggio a Caiano poi ceduta al Magnifico. Dei figli di Giovanni, Bernardo (Firenze 1448-1514), cognato di Lorenzo il Magnifico, ricoprì alti incarichi politici e fu mecenate, aprendo gli Orti Oricellari dove soleva riunirsi l'Accademia platonica. Fu autore del De Urbe Roma, De bello Italico, De bello pisano. Il fratello Pandolfo (Firenze 1436-1497) fu un esperto banchiere e autore di un Trattato dei cambi e del Monte Comune. Rimasto vedovo, si fece domenicano. Fra i discendenti si distinsero Giovanni e Buonaccorso (1472-1546), banchiere in Roma, amico di Giovanni da Verrazano, Annibale e Luigi, che dettero fama al ramo francese della famiglia, e Giulio (Firenze 1702-1778), professore di diritto a Pisa, che promosse varie riforme sotto il governo granducale.

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