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Rudra

dio indiano. Nella fase vedica appare come un essere pre-cosmico o a-cosmico, dominatore del non-abitato; è pertanto una figura ambigua: pericoloso, ma, se debitamente venerato, capace anche di apportare benefici. Nel suo aspetto malefico è un cacciatore selvaggio, protettore di assassini e assassino lui stesso. Nel suo aspetto benefico appare come protettore del bestiame (Pāśupati, Signore del gregge), “apportatore di salute” (Śambhu) e “amico” (Śiva). L'appellativo di Śiva è certamente più che un semplice epiteto; tanto che in epoca induistica è proprio la sua essenza come Śiva a emergere e fornire la materia costitutiva del nuovo grande dio dell'induismo. A questo punto il rapporto tra le denominazioni Rudra e Śiva si capovolge: Śiva diventa connotativo del “dio unico” nella sua interezza, mentre Rudra ne diventa una manifestazione (come “fuoco”) o un'incarnazione. Nella speculazione sivaitica anche l'antico aspetto, denotato dall'epiteto Pāśupati, cambia: da “signore del bestiame” diventa “signore del gregge delle anime”.

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