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Ruggèro I

d'Altavilla, conte di Sicilia (m. 1101). Fu il minore dei figli di Tancredi e giunse in Italia in un secondo tempo col fratello Roberto il Guiscardo, col quale intraprese la penetrazione in Calabria, dimostrando grande valore militare e saggezza politica. Quando il Guiscardo ereditò la contea di Puglia, rimase solo nell'impresa, ma il tentativo di tenere per sé le conquiste richiamò il fratello. Riuscirono a trovare un piano d'accordo dividendosi la regione. Poi Ruggero I avviò la conquista della Sicilia contro gli Arabi: prese Messina (1061), vinse a Cerami (1063), sottomise Castrogiovanni (1064); ma la tenacia araba rese lenta l'occupazione, che richiese trent'anni di guerre. Durante le operazioni, venne di nuovo a conflitto col fratello Roberto, che intervenne con una flotta, vinse a Catania e partecipò dal mare all'assedio di Palermo. Quando la città cadde (1072), Roberto venne a patti con Ruggero I, tenendo per sé i diritti sovrani e parte di Palermo e di Messina. Tornato in Puglia per domare fermenti locali, Roberto morì nel 1085. Ruggero I, liberato dal competitore, capovolse la posizione di supremazia in proprio favore, assumendo, nel conflitto tra i due figli di Roberto, la difesa di Ruggero Borsa, duca di Puglia, contro il fratello Boemondo di Taranto. La presa di Noto (1091) segnò la fine della conquista siciliana, la cui sovranità fu riconosciuta indirettamente a Ruggero I da Urbano II con la concessione della legazia apostolica per l'isola (1098).

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