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Ruse (città)

capoluogo del distretto omonimo (Bulgaria), 45 m s.m., 158.201 ab. (stima 2005).

Situata sulla destra del Danubio, che qui indica il confine con la Romania, e collegata alla sponda opposta mediante un ponte stradale e ferroviario, Ruse è un importante centro commerciale sulla direttrice Sofia-Bucarest e il principale porto bulgaro sul Danubio. Vi nacque lo scrittore Elias Canetti (1905-1994). Anche Russe; già Ruscuk; in turco, Rusçuk. § La città fu fondata dai Romani nel sec. I con il nome di Sexaginta prista, come postazione di difesa. Rasa al suolo dagli Àvari nel sec. VI, fu ricostruita. Sotto il dominio ottomano fu fortificata e si sviluppò definitivamente come importante scalo commerciale fluviale, grazie alla sua favorevole posizione. Divenne attivo centro culturale dopo la liberazione dai Turchi nel 1878. § Gli edifici più notevoli sono la chiesa della Trinità (1764), che possiede una pregevole iconostasi, il Pantheon, che accoglie i martiri della lotta per l'indipendenza dai Turchi e l'edificio, di fine Ottocento, che ospita il teatro Sava Ognjanov. Una bella abitazione del 1865, la kăšta na Kaliopa, è stata trasformata in un museo sulla vita cittadina, con arredi originali, affreschi del pittore viennese Ch. De Schauersberg, argenti, porcellane e cristalli. Il Museo dei Trasporti ha sede nella più antica stazione ferroviaria della Bulgaria (1866). Vi sono esposti cimeli, fotografie e documenti sull'evoluzione del trasporto su rotaia nel Paese; negli spazi all'aperto si trovano locomotive e carrozze d'epoca, tra cui quella del sultano, di fabbricazione belga (1868), ed eleganti carrozze tedesche dei primi del Novecento, ben conservate. § L'industria è attiva nei settori alimentare, tessile, conciario, chimico, petrolchimico, meccanico e cantieristico. § A pochi chilometri a S della città si trovano le chiese rupestri del complesso monastico di S. Michele Arcangelo di Ivanovo, uno dei più importanti tesori dell'arte bulgara, dal 1979 incluso nel Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Le grotte, che si aprono lungo le pareti di un vallone, furono utilizzate tra i sec. XII e XVI dai monaci dediti all'esicasmo, che le ampliarono trasformandole in chiese, cappelle e abitazioni. Delle sei chiese che il monastero comprende, quella principale, dedicata alla Madonna (1350-60), è decorata con mirabili affreschi ispirati all'arte sia bizantina sia occidentale.

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