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Ruvo del Mónte

comune in provincia di Potenza (62 km), 638 m s.m., 32,19 km², 1262 ab. (ruvesi), patrono: santi Rocco e Donato (14-18 agosto).

Centro situato alla destra del fiume Ofanto. È l'antica Rufrae sannita, roccaforte longobarda, che sotto gli Svevi appartenne ai signori di Armaterra. Distrutto durante l'insurrezione ghibellina del 1268, passò ai Del Balzo e poi ai Gesualdo, i quali lo riebbero dopo il saccheggio del Caldora nel 1435. In seguito fu possesso dei Pignatelli, dei Caracciolo e del marchese Mazzucca. Fu danneggiato dal terremoto del 1980.§ Del castello angioino, ricostruito dai Gesualdo dopo il 1435, resta la torre merlata circolare. Fuori dall'abitato sono i resti della badia benedettina di San Tommaso del Cerrutolo (sec. XII-XIV). In contrada Sant'Antonio si trovano i resti di un'antica necropoli.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, uva da vino, olive, ortaggi e frutta), l'allevamento e l'artigianato (legno e ferro battuto).

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