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Rylskyj, Maksim Tadejovyč

poeta ucraino (Kijev 1895-1964). Proveniente da una famiglia benestante, prima insegnò poi si dedicò alla letteratura e alla vita pubblica. Esordì giovanissimo e fu anche un brillante traduttore dal francese e dalle lingue slave; subì l'influsso dei parnassiani e dei simbolisti e rimase quasi sempre un creatore di poesia pura, non toccato dalla Rivoluzione e da altri avvenimenti politici. La sua poesia esprime in forme classiche la sua anima, le sue contemplazioni, la sua visione del mondo e della vita basata sull'amore e sugli ideali umanitari. Per un certo periodo subì l'influsso del dogmatismo, ma se ne liberò nel 1957 con Le rose e la vite. Tra i primi libri si ricordano Sulle isole bianche (1910), Le lontananze azzurre (1922) e Fra la tormenta e la neve (1925); fra quelli più maturi spiccano All'ombra dell'allodola (1961), Note invernali (1964) e Le scintille di un grande fuoco (postumo, 1965).

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