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Sàul

(ebraico Šā'ūl). Primo re d'Israele (ca. 1000 a. C.), della tribù di Beniamino. Designato alla regalità per una visione del giudice-profeta Samuele (col quale entrerà in contrasto), poi mediante una selezione a sorte, infine per acclamazione popolare dopo la prima vittoria sugli Ammoniti che minacciavano la città di Jabes di Galaad, è tipico rappresentante di una regalità “carismatica”, in via di affermazione in una società tribale priva di organizzazione politica rigida. Il suo potere e il suo prestigio sono in funzione delle sue vittorie sul nemico (Ammoniti, Amaleciti e, soprattutto, Filistei); si costituì una corte embrionale, fatta di parenti e amici (il cugino Abner, il figlio Gionata, il genero David) a Gabaa. Il regno fu di breve durata e non privo di ombre. Dapprima amico di David (che col suono della sua arpa riusciva ad ammansire le terribili ire del re), se ne ingelosì e lo cacciò dopo che questi ebbe ucciso il gigante Golia. Anche Samuele divenne suo nemico, irritato dal fatto che Saul si impossessasse spesso delle sue prerogative sacerdotali. Del resto, il suo carattere autoritario e prepotente finì ben presto per inimicargli anche il popolo. Ma il regno di Saul crollò sul campo di battaglia: i Filistei, dapprima sconfitti ad Afec, si riorganizzarono e affrontarono Israele in battaglia campale a Gelboe, riportando completa vittoria; Saul si uccise e con lui cadde il figlio Gionata. Il figlio superstite Isbaal non riuscì a consolidare la successione al trono (il principio dinastico non essendo ancora stabilito).

Alle ultime vicende del re ebraico, ribelle a Dio e isolato dagli uomini, sino al suicidio, V. Alfieri ha dedicato l'omonima tragedia in cinque atti, scritta nel 1782 e generalmente considerata il suo capolavoro. L'autore costruisce un personaggio di dimensioni titaniche, prigioniero delle proprie contraddizioni e vittima di uno smisurato orgoglio che costituisce insieme la sua nobiltà e l'agente della sua rovina. Memorabili interpreti ne furono G. Modena, T. Salvini e, in epoca più recente, M. Benassi. Oltre alla tragedia di Alfieri, il re biblico ha ispirato opere teatrali a J. de La Taille (Saül le Furieux, 1572) e A. Gide (Saül, 1903). Quest'ultima fu rappresentata al Vieux-Colombier nel 1922 con musiche di scena di A. Honegger. La più importante opera musicale su questo personaggio è l'oratorio Saul di G. F. Händel, eseguito a Londra nel 1739.