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Sèlla, Quintino

uomo politico (Sella di Mosso, Biella, 1827-Biella 1884). Laureato in ingegneria (1847), si dedicò agli studi e all'insegnamento fino al 1860, quando entrò nell'attività politica come deputato di Cossato (Vercelli). Nominato nel medesimo anno segretario generale della Pubblica istruzione, si mise presto in vista come uno degli uomini più preparati della Destra parlamentare, che finì con l'avere in lui uno dei suoi capi più eminenti. Divenuto poi ministro delle finanze nei gabinetti Rattazzi (1862), La Marmora (1864) e Lanza (1869-73), fu strenuo difensore di un'austera politica di economie “fino all'osso” che nel 1865 lo costrinse alle dimissioni a causa del suo impopolare progetto di tassa sul macinato; negli anni successivi, tuttavia, grazie anche alla momentanea eclissi della Francia, stremata dalla guerra con la Prussia, la sua politica gli permise di arrivare all'agognato pareggio del bilancio, invano perseguito per anni da tutta la Destra. Nel 1870, dopo essersi schierato contro l'entrata in guerra dell'Italia a fianco della Francia, fu tra i più attivi sostenitori della presa di Roma e questo gli conciliò momentaneamente le sinistre, sino a quel momento sue fierissime avversarie. Messo però in difficoltà dagli attacchi rinnovatisi poco dopo e caduto con Lanza nel 1873, non ebbe più incarichi ministeriali sino al 1881 quando, dopo Tunisi, tentò senza successo di formare un governo, che fu nettamente avversato sia dalla Sinistra sia dal Centro. Uomo attivissimo e realizzatore, incoraggiò l'istruzione professionale, fu tra i fondatori del CAI (1863), istituì le Casse di Risparmio Postali, patrocinò il riscatto delle ferrovie dell'Alta Italia e fondò le Associazioni costituzionali. Matematico di valore, svolse anche un'intensa attività scientifica (è ricordato per le sue ricerche sulle forme e i sistemi cristallini) e di organizzatore di cultura. Fondò la Società geologica italiana e promosse la formazione della Carta geologica italiana, riformò l'Accademia dei Lincei e contribuì a diffondere la passione per le esplorazioni speleologiche. Lasciò un'interessante raccolta di Pensieri pubblicata postuma dalla figlia Eva.

Bibliografia

R. Micheli, Q. Sella, Brescia, 1954; A. Berselli, La destra storica dopo l'unità, Bologna, 1963; G. Bracco, Commercio, finanza e politica a Torino da Camillo Cavour a Quintino Sella, Torino, 1980.