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Sèrri

comune in provincia di Cagliari (62 km), 617 m s.m., 19,13 km², 760 ab. (serresi), patrono: san Basilio (1° settembre).

Centro del Sarcidano, situato sull'altopiano basaltico della Giara omonima.Sorto in un territorio popolato già dalla preistoria (come testimoniano i resti del villaggio nuragico di Santa Vittoria) e poi in epoca punica e romana, fece parte durante il Medioevo della curatoria della Barbagia di Siurgus, nell'ambito del Giudicato di Cagliari (sec. XI). Conquistato dai pisani (1258) e poi dagli Aragonesi (1324), fu dato in feudo a Berengario Carroz, conte di Quirra (1363). Nel 1604 gli spagnoli lo inserirono nel Ducato di Mandas, di cui seguì le vicende fino all'abolizione dei feudi (1839).La parrocchiale di San Basilio, in stile romanico-pisano con facciata in pietra lavorata, risale al sec. XII e conserva altari lignei del sec. XVII.§ L'economia è basata sull'agricoltura (cereali, olive, ortaggi), sull'allevamento di ovini e caprini, su attività artigianali e sul turismo, soprattutto culturale, con numerose strutture agrituristiche.§ Nel territorio sorge il complesso nuragico di Santa Vittoria che, con quattro ettari di estensione, è una delle zone archeologiche più importanti della Sardegna. Fu luogo di funzioni religiose e riunioni politiche delle tribù dei dintorni, come suggerisce il vasto recinto ellittico che incorpora capanne circolari e spazi per l'ospitalità; sono visibili un tempio a pozzo con scalinata d'accesso e un tempio scoperto, rimaneggiato e utilizzato in epoca punica e romana, numerose capanne, resti di una torre, di altre fortificazioni e della vastissima cinta muraria. Nell'area sono incorporati i ruderi della chiesetta medievale di Santa Vittoria.

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