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Sìligo

comune in provincia di Sassari (29 km), 406 m s.m., 43,61 km², 1012 ab. (silighesi), patrono: san Vincenzo Ferrer (ultima domenica di agosto).

Centro del Sassarese meridionale, posto in leggero pendio sulla strada che sale al monte Pelao, alla destra del rio Banzos. Forse d'origine romana, nel Medioevo fece parte della curatoria di Meiulocu, compresa nel Giudicato di Torres (sec. XI). Caduto il giudicato (1255) passò ai Doria, quindi fu coinvolto nelle lotte che contrapposero i Doria, i Malaspina, gli Arborensi e gli Aragonesi, che lo conquistarono nel 1436. Sotto la dominazione spagnola fu feudo dei Manca e, dal 1629, degli Alagon, ai quali rimase fino al 1839, anno dell'abolizione del regime feudale.§ Nei dintorni dell'abitato sorge la chiesa di Santa Maria di Bubalis, o di Mesumundu, eretta fra il sec. VII e il sec. IX su un edificio termale romano. La costruzione, a pianta circolare con quattro bracci, alterna mattoni e basalto.§ L'economia si basa sull'allevamento di ovini, bovini e bufali e sull'agricoltura, che produce soprattutto cereali.

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