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Sìnai

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Geografia

Penisola di forma triangolare che rappresenta l'elemento di congiunzione tra il continente africano e quello asiatico, geograficamente appartenente all'Asia, ma politicamente all'Egitto. Bagnata a N dal Mar Mediterraneo, su cui si affaccia con una costa bassa e sabbiosa, è compresa tra il golfo di Suez a SW e quello di ʽAqaba (insenatura del Mar Rosso) a SE. L'ossatura principale della penisola è costituita da un altopiano, variamente fratturato da dislocazioni tettoniche risalenti al Mesozoico e al Cenozoico (fossa tettonica siro-africana) e culminante a 2637 m nel Gebel Caterina. Il territorio, aspro e arido (Deserto di Tih), è disseminato di oasi, in cui si accentra la popolazione, dedita alla pastorizia nomade. Principale risorsa economica è lo sfruttamento del sottosuolo (manganese ad Abu Zenima; petrolio a Sudr, Asl, Bilaiyim, Matarma, Wadi Feiran, Abu Rudeis ecc.). Amministrativamente il Sinai è ripartito in due governatorati dell'Egitto: Sinai Settentrionale (409.401 ab. nel 2013; capoluogo El ʽArīsh) e Sinai Meridionale (161.921 ab. nel 2013; capoluogo Et-Toor).

Storia e arte

All'epoca faraonica la penisola del Sinai, facilmente raggiungibile per via di terra e di mare fu intensamente visitata dagli Egizi, fin dalle prime loro dinastie, alla ricerca di turchesi e probabilmente anche di malachite e minerali di rame. La zona delle miniere si trova nel settore meridionale della penisola, a Maghāreh e a Sārābiṭ el-Khādim, la prima utilizzata fino alla XII dinastia e la seconda tra la XII e la XX. In entrambe le zone si trovano numerosissime iscrizioni rupestri o su stele di faraoni (spesso rappresentati nell'atto di abbattere i beduini) e di personaggi (capi o operai) incaricati dell'estrazione. A Sārābiṭ el-Khādim si trovano anche i resti di un tempio dedicato a Hator “signora della turchese” e al dio Sopdu. Non mancano neppure resti delle miniere e degli strumenti usati per cavare e lavorare i minerali. Più a sud, ai piedi del Gebel Mūsā, che ricorda l'esodo degli Ebrei dall'Egitto, è il convento di S. Caterina, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO (2002), fondato da Giustiniano e più volte rimaneggiato. Esso fu assai frequentato tra il sec. VI e l'VIII da monaci e nelle sue vicinanze sorsero numerosi eremi per gli anacoreti. In mani ottomane dal 1515, fu riconsegnato all'amministrazione egiziana in base a un accordo anglo-turco nei primi anni del Novecento. Nel 1955-56 il Sinai fu temporaneamente occupato dagli Israeliani, che lo rioccuparono nel 1967. L'offensiva del 1973 consentì agli Egiziani di ricuperare alcune aree al di là del Canale di Suez. La successiva trattativa condusse nell'estate del 1975 a un'intesa tra Gerusalemme e Il Cairo, che portò a un parziale arretramento delle linee israeliane nel Sinai (1976). Infine sulla base degli accordi di Camp David (1979) si concludeva la restituzione della penisola all'Egitto (25 aprile 1982).

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