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SEE

(Spazio Economico Europeo). Zona di libero scambio stabilita con l'accordo del 2 maggio 1992 firmato a Porto dagli allora 12 Stati membri della CEE e gli allora 7 Paesi membri dell'EFTA (Austria, Finlandia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svezia e Svizzera). Suo scopo era la creazione, secondo un calendario progressivo, di un mercato unico costituito dal territorio dei Paesi aderenti. Il Trattato SEE entrava in vigore il 1º gennaio 1994, un anno dopo la data prevista (a causa del referendum che vedeva la Svizzera votare contro l'adesione allo SEE). I Paesi aderenti allo SEE diventavano poi 18, così ripartiti: i 15 dell'Unione Europea e Islanda, Liechtenstein e Norvegia, che aderiscono all'EFTA. Il Trattato SEE istituiva più che una semplice cooperazione economica, in quanto mirava a tre importanti obiettivi: l'estensione alla totalità dello SEE delle cosiddette “4 libertà” che sono a fondamento del mercato unico europeo: la libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali; lo sviluppo a scala dei “18” di alcune politiche comunitarie (politica della concorrenza, politica della ricerca e dello sviluppo, politica sociale); la costituzione di alcune istituzioni comuni e un regime giuridico comune alla CEE e all'EFTA. La competenza politica era attribuita al Consiglio dello SEE, che avrebbe compreso i ministri membri del Consiglio CEE, i membri della Commissione CEE e un rappresentante dei governi degli Stati aderenti all'EFTA. Tale organo politico sarebbe stato affiancato da un Comitato misto dello SEE con funzioni gestionali, composto da alti funzionari dei 18 Stati SEE. Un Comitato parlamentare congiunto e un Comitato consultivo avrebbero garantito la rappresentanza democratica ed economica delle popolazioni dei Paesi dello SEE. Il controllo dell'applicazione delle regole, già applicate nella CEE, sarebbe stato conferito per gli Stati dell'EFTA a un'Autorità di sorveglianza e alla Corte di Giustizia dell'EFTA. Non sarebbe pertanto wsistita una giurisdizione unica e suprema dello SEE incaricata di interpretare e fare applicare il Trattato in modo omogeneo sull'intero territorio dello Spazio Economico Europeo. La Corte di Giustizia CEE sarebbe rimasta la sola competente per verificare le condizioni d'applicazione del Trattato SEE relativamente ai soli Stati della CEE, mentre la Corte di Giustizia dell'EFTA avrebbe assolto lo stesso compito per gli Stati aderenti a quest'ultima organizzazione.

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