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SID

sigla del Servizio Informazioni della Difesa, denominazione assunta dal SIFAR al termine del periodo (1956-66) delle “deviazioni” e degli “sconfinamenti” dai compiti istituzionali. Al mutamento della denominazione si accompagnarono direttive del Ministero della Difesa per definire, in modo chiaro e preciso, i compiti e le responsabilità del capo del SID e ripristinare in modo tassativo i controlli ai vari livelli, a incominciare da quello del capo di Stato Maggiore della Difesa. Nel 1971 la maggioranza parlamentare votò la disposizione per la distruzione da parte del SID, in quel momento diretto dal generale Vito Miceli, succeduto nel 1970 all'ammiraglio Eugenio Henke, delle schede allestite dal SIFAR e mai distrutte, invocando contemporaneamente la censura dei responsabili della non ottemperanza all'ordine di distruzione delle schede stesse. L'accusa di ulteriori presunte interferenze del SID nel campo politico (1975-76) fece prendere in esame nuove misure restrittive che avrebbero portato il SID ad agire solo nel campo delle informazioni militari, mentre l'informazione politica sarebbe stata di pertinenza del Ministero degli Interni con il coordinamento tra le due attività del presidente del Consiglio. Cessò l'attività nel 1977 a causa della riforma dei servizi segreti e venne sostituito dal SISMI.

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