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Sacile

comune in provincia di Pordenone (12 km), 25 m s.m., 32,62 km² , 18.215 ab. (sacilesi), patrono: san Nicolò (6 dicembre).

Centro dell'alto corso del fiume Livenza. Noto dal sec. VI, sorge lungo la via Postumia sul luogo di un insediamento romano. In origine piccolo borgo, si sviluppò attorno alla chiesa fondata (ca. 870) da Enrico II, duca del Friuli, e subì il predominio del patriarca di Aquileia, godendo di privilegi e ampia autonomia. Importante nodo viario, fu conteso fra Treviso, i Carraresi e i Caminesi (sec. XIII-XIV). All'inizio del sec. XV passò sotto Venezia, seguendone le sorti. Fu teatro di una battaglia tra il viceré Eugenio di Beauharnais e l'arciduca Giovanni d'Austria (1809). Durante la prima guerra mondiale subì gravi devastazioni. § Il paese conserva notevoli monumenti di interesse storico-artistico, tra cui i resti del castello, numerosi palazzi in stile veneto (Flangini-Biglia, Carli, Linardelli-Ovio), la trecentesca chiesa di San Gregorio (ampliata nel Cinquecento), la chiesa di Santa Maria della Salute, dei primi del Seicento. Il duomo, eretto nel Quattrocento su una costruzione del sec. IX, conserva opere di Francesco Bassano e di Palma il Giovane. La trecentesca loggia comunale è stata in seguito rimaneggiata. § L'agricoltura produce cereali, ortaggi, frutta, uva da vino e foraggi; si pratica l'allevamento bovino e suino. L'industria, particolarmente sviluppata, opera nei settori meccanico, chimico, elettronico, conciario, vetrario, ottico, tessile, alimentare, enologico, dei materiali da costruzione, della lavorazione delle materie plastiche, degli elettrodomestici, del mobile, del legno e degli accessori per l'abbigliamento. § Ad agosto vi si svolge la Sagra degli Osei con esposizione di uccelli, gare e premi per i migliori esemplari.