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Sacro Romano Impèro

la più alta istituzione medievale, insieme col Papato, il cui periodo di massima efficienza è compreso tra il sec. IX e il XIII. In esso si assommano una componente costante di indole politico-religiosa (il mito della sopravvivenza dell'antico Impero romano in Occidente, la missione del sacro romano imperatore, consacrato dal papa, di difendere e promuovere la fedecattolica) e due componenti variabili, una di indole giuridica (i poteri e i diritti dell'imperatore) e una territoriale (i confini dell'Impero). Il Sacro Romano Impero nasce con l'incoronazione di Carlo Magno a Roma per mano di papa Leone III (800) e si configura come un “ritorno” della sede imperiale in Occidente; ma di fatto esso si giustappone all'Impero d'Oriente come il complesso dei territori del regno dei Franchi, “dilatato” all'Italia e a una gran parte della Germania, con propaggini nella penisola iberica e nel mondo slavo. Nell'Impero carolingio (800-887), "Le cartine storiche relative al Sacro Romano Impero carolingio (800-887), alla nascita degli Stati nazionali dall’ex Impero (887-936), alla nascita del Sacro Romano Impero germanico e alla sua definitiva scomparsa sono a pag. 222 del 19° volume." l'ordinamento feudale limitò fortemente i poteri dell'imperatore; dalla sua disgregazione derivarono i tre regni etnicamente individuati di Francia, di Germania e d'Italia e tra l'887 e il 962 l'Impero si ridusse a un mero titolo portato da qualche re d'Italia, per scomparire anche come titolo tra il 924 e il 962. "Per le cartine storiche vedi il lemma del 17° volume." Risuscitò con Ottone I di Sassonia, re di Germania e d'Italia, che s'ispirò nella sua restaurazione a Carlo Magno e accentuò la connotazione politico-religiosa e missionaria della figura dell'imperatore; questa direttiva fu osservata dalla dinastia sassone da lui discesa fino al 1024 e contribuì validamente alla rinascita del Papato e all'incipiente grande riforma della Chiesa. Dal punto di vista territoriale, il Sacro Romano Impero comprese da allora i regni di Germania e d'Italia (e dal 1034 anche il regno di Borgogna), mentre la Francia se ne distaccava di fatto. Più tardi invalse l'uso di aggiungere alla denominazione Sacro Romano Impero la precisazione “della nazione germanica”. Con la dinastia salica o di Franconia (1024-1125) si ebbe il primo grande conflitto tra l'Impero e il Papato, la lotta delle investiture, nel cui corso fu posta e aspramente dibattuta la questione della supremazia dell'uno o dell'altro dei due sommi poteri; questione teologico-giuridica che copriva imponenti interessi politici e che trovò, nei primi anni del sec. XIV, nella Monarchia di Dante l'ultima dotta e appassionata trattazione. Con la dinastia di Svevia (1152-1250), profondamente interessata all'Italia, e, specialmente con Federico I e Federico II espressioni del più alto concetto dell'autorità imperiale (attinto al diritto romano rifiorente negli studi), la lotta tra l'Impero e il Papato si riaccese sul terreno politico e ideologico per l'ultima volta. Dopo la morte di Federico II, la successiva catastrofe della dinastia di Svevia e il lungo interregno, invalse la teocrazia, che ebbe la sua espressione estrema, e ultima, nel pensiero di Bonifacio VIII: “Vi sono due giurisdizioni, la spirituale e la temporale: il papa presiede la prima, l'imperatore e gli altri re presiedono la seconda; ma il papa deve occuparsi anche di tutte le questioni temporali e giudicarle ratione peccati” (in quanto tutti gli uomini sono peccatori; 1302). Ma già nel sec. XIV, con la crescita degli Stati nazionali e il correlativo tramonto dell'ideologia politico-religiosa dell'Impero universale, mentre il Papato stesso e la Chiesa soffrivano le crisi dell'esilio avignonese, dello Scisma d'Occidente, dei primi esempi di Chiese nazionali, il Sacro Romano Impero andava identificandosi col sistema degli Stati germanici e il sacro romano imperatore col re di Germania, eletto dai maggiori principi suoi vassalli (Bolla d'oro di Carlo IV, 1356). L'incoronazione papale divenne un mero rito, irrilevante ai fini della piena legittimità della dignità imperiale, del resto meno operante che prestigiosa. Dal 1437 l'Impero, sempre formalmente elettivo, divenne di fatto ereditario nella casa austriaca degli Asburgo; l'ultima incoronazione imperiale per mano di un papa fu celebrata a Bologna nel 1530, quando Clemente VII incoronò Carlo V. Il definitivo depotenziamento del sacro romano imperatore fu sancito dalla Pace di Vestfalia, alla fine delle guerre di religione suscitate dalla Riforma protestante, che rese pienamente indipendenti i principi e gli altri Stati dell'Impero dall'imperatore (1648). Il titolo, ormai privo di ogni contenuto politico-religioso e di ogni potere ma ancora carico di suggestioni ideali e storiche, fu deposto da Francesco II d'Asburgo (1806), che fu da allora Francesco I “imperatore d'Austria”.

P. Brezzi, Roma e l'Impero medievale, Roma, 1947; R. Morghen, L'impero cristiano, in “Medioevo cristiano”, Bari, 1951; R. Folz, L'idée d'Empire en Occident du Ve au XIVe siècle, Parigi, 1953; J. F. Lemarignier, Dall'impero di Roma all'impero di Carlo Magno, Roma, 1987.