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Saitō, Mokichi

poeta giapponese (Kanakame, prefettura di Yamagata 1882-Tōkyō 1954). Iniziò a occuparsi di poesia sotto la guida di Itō Sachio (1864-1913), con il quale fondò la rivista Araragi (L'albero del tasso) nel 1909. La sua prima raccolta di tanka, pubblicata nel 1913 e intitolata Shakkō (Luce rossa), è caratterizzata da un profondo lirismo e da una fresca e intensa vitalità. L'abilità con cui egli riesce ad armonizzare la sensibilità moderna con le esigenze formali della poesia tradizionale fanno di lui uno dei poeti di maggior rilievo del sec. XX e spiegano l'enorme influenza esercitata sul mondo letterario del suo tempo. Nelle raccolte poetiche posteriori la componente lirica acquista toni più sobri e si fa strada una maggiore e più distaccata osservazione della realtà esterna. A lui si deve anche un importante studio su Kakinomoto no Hitomaro, poeta del Man'yōshū, terminato nel 1940, che gli valse il premio dell'Accademia imperiale. Nel 1951 il poeta ottenne inoltre il prestigioso premio della Cultura.