Questo sito contribuisce alla audience di

Salernitana, Scuòla-

celebre scuola medica di cui le prime notizie risalgono al sec. IX. Sviluppatasi probabilmente attorno al convento benedettino di Salerno, fu per tutto il Medioevo il più importante centro di studi medici teorici e, soprattutto, pratici. Solo dopo il Mille raggiunse un alto livello scientifico con Guariponto (m. verso il 1050), autore di un trattato sulle malattie (Passionarium), Alfano di Salerno (ca. 1015-1085), che lasciò alcuni scritti sulla teoria umorale del corpo umano, e soprattutto Costantino Africano (m. 1087), un cartaginese convertitosi al cristianesimo e fattosi poi benedettino. Quest'ultimo contribuì in maniera particolare allo sviluppo della medicina in Occidente, traducendo in latino e introducendo nell'ambiente salernitano le opere dei medici greci (Ippocrate, Galeno) e arabi. La scuola, che teneva in gran conto la chirurgia e pare anche basasse le nozioni anatomiche sulla pratica della dissezione altrove rigorosamente proibita, raggiunse il massimo splendore attorno al sec. XII con Ruggero di Salerno. Se l'orientamento fondamentalmente pratico garantì alla scuola una pressoché completa indipendenza dalla Chiesa, le concesse però scarsi contatti con i campi più vasti della cultura, escludendola dai grandi dibattiti filosofico-scientifici dell'epoca. Il canale attraverso cui il pensiero medico della scuola entrò in circolazione non fu quindi rappresentato tanto dalle opere scientifico-specialistiche dei suoi maestri quanto piuttosto da uno scritto a carattere divulgativo, il Flos Sanitatis o Regimen Sanitatis Salernitanum, poemetto in esametri redatto attorno al sec. XIII. L'opera, che ebbe larghissima diffusione, costituì per secoli il più consultato manuale di medicina. La nascita nei sec. XII e XIII di altre importanti scuole mediche (Montpellier, Bologna, Padova, Parigi) e, successivamente, la fondazione delle università determinarono il graduale declino della scuola salernitana, che peraltro sopravvisse fino al 1811, anno in cui Gioacchino Murat ne decretò lo scioglimento.

A. Castiglioni, Storia della medicina, Milano, 1947; H. E. Sigerist, A History of Medicine, New York, 1951; D. Guthrie, Storia della medicina, Milano, 1967; M. H. Saffron, Maurus of Salerno, Filadelfia, 1972; G. Penso, La medicina medievale, Saronno, 1991.