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Salisbury, Robert Arthur Talbot Gascoyne-Cecil, 3º marchése di-

statista britannico (Hatfield 1830-1903). Nato e cresciuto in una famiglia di eminenti politici conservatori, fu eletto al Parlamento nel 1853. Nominato ministro per l'India nel 1866, si trovò in disaccordo con Disraeli e dette le dimissioni (1867). Succeduto al padre nella Camera dei Lords (1868) fu nominato nuovamente ministro per l'India (1874-78). Dopo vari scontri col premier Disraeli, gradualmente i due uomini cominciarono a comprendere il rispettivo valore e ad agire uniti in politica. I suoi studi di politica estera lo avevano reso un'autorità negli affari russi e nella Questione d'Oriente e per questa ragione fu mandato (1876) come alto commissario a Costantinopoli, dove seguì una linea politica del tutto indipendente dal Foreign Office. La Porta non accolse i suoi consigli, la guerra tra Russia e Turchia scoppiò e nel 1878, succeduto agli Esteri a lord Derby, che disapprovava la politica di Disraeli verso la Russia, partecipò col premier al Congresso di Berlino. Morto Disraeli, Salisbury fu eletto leader dei conservatori alla Camera dei Lords (1881). Dopo una lunga fase di preparazione, fu nominato primo ministro e mantenne per sé anche il ministero degli Esteri (1885-86). Scavalcato dai liberali nelle elezioni, fu di nuovo premier (1886-92) e in questo periodo perseguì un'ampia, ma cauta politica imperiale, con l'espansione nell'Africa orientale e meridionale e nel Borneo. Tentò un'intesa con la Germania che portò allo scambio dell'isola di Helgoland contro Zanzibar. Premier per la terza e ultima volta (1895-1902), tenne ancora il Ministero degli Esteri (1895-1900) in un periodo che vide varie crisi terminate in modo pacifico, la più grave di tutte quella con la Francia per Fascioda e la valle del Nilo (1898). Lo scontro coi Boeri del Sudafrica si risolse invece in una guerra (1899-1902) che una volta terminata segnò però l'inizio di buoni rapporti tra vincitori e vinti.

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