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Salvi, Nicòla o Niccolò

architetto italiano (Roma 1697-1751). Allievo di A. Canevari, fu tra gli esponenti del tardo-barocco romano, risentendo solo superficialmente di influssi rococò. Suo capolavoro è la Fontana di Trevi a Roma, per la quale vinse il concorso del 1732 con un progetto alla cui esecuzione attese fino alla morte e che fu completato da G. Pannini nel 1762. L'opera, realizzata collegando la vasca della fontana a una finta facciata di palazzo, con grande esedra al centro, costituisce una grandiosa scenografia barocca di gusto spettacolare nella fusione di elementi naturali, scultorei e architettonici. Tra le altre opere dell'artista si ricordano, a Roma, l'ampliamento dei palazzi del Monte di Pietà (1735) e Odescalchi (1745, in collaborazione con Vanvitelli) e l'altare maggiore di S. Eustachio (1739).

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