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Salza Irpina

comune in provincia di Avellino (11 km), 540 m s.m., 4,92 km², 797 ab. (salzesi), patrono: Madonna della Neve (5 agosto).

Centro esteso nella conca avellinese, quasi unito a Sorbo Serpico; è compreso nel Parco Regionale dei Monti Picentini. Il borgo, di antica origine (nel territorio è stato rinvenuto materiale romano), nei cui pressi sgorga una sorgente d'acqua clorurato-sodica calda, da cui si estraeva il sale e che diede il nome al paese (salsa, salata), è ricordato per la prima volta nel 1374. Nel Quattrocento fu possesso di Troiano Caracciolo, conte di Avellino. Fu in parte distrutto dal terremoto del 1980.La piccola chiesa di San Sebastiano (sec. XV) ha l'altare ornato da un trittico attribuito a Francesco da Tolentino (1475), preziosi dipinti, stucchi ornamentali e soffitto a cassettoni dipinti.§ L'agricoltura produce olive, frutta e uva (vino fiano di Avellino DOC); è praticato lo sfruttamento dei boschi (castagne). È attivo l'artigianato del legno.

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