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Samànidi

dinastia musulmana regnante sulla Transoxiana e le regioni limitrofe dalla fine dell'874 al 999. I Samanidi erano originari di Sāmān, nell'attuale Afghanistan; loro capostipite era Sāmān Khudāt, iranico di stirpe e zoroastriano di fede. I suoi nipoti, ormai islamizzati, governarono città della Transoxiana e del Farghana in nome del califfo al-Ma'mūn. Più tardi (primi decenni del sec. X), i Samanidi si resero autonomi, allargando i loro domini sino al Khorāsān, al Sīstān, al Kirmān e al Gurgiān. Per contrastare i nobili, arruolarono mercenari turchi, col risultato d'introdurre nell'Iran la potenza militare turca. Buhara fu la splendida capitale dove i Samanidi, sunniti ma insieme restauratori delle tradizioni persiane, accolsero filosofi come Avicenna, poeti come Rūdagī e Firdusi. Il primo principe samanide fu Ismāīl ibn Aḥmad che regnò dall'892 al 907. La dinastia raggiunse il culmine del suo splendore con Naṣr ibn Aḥmad (913-942). Furono i Turchi Ilekkhān a por fine all'impero dei Samanidi (999) dopo aver conquistato Buhara.

Arte

Ai Samanidi si deve il bellissimo mausoleo di Ismāīl, costruito a Buhara verso il 907. Derivato da modelli sassanidi, l'edificio è a pianta quadrata coperta da una cupola poggiante su nicchie angolari. Assai interessanti sono la tecnica costruttiva in cotto e l'originale decorazione di mattoni disposti a formare disegni geometrici variati, sistema che fu poi ripreso nei successivi edifici gasnavidi e poi selgiuchidi. Lo schema complessivo del mausoleo trovò grande fortuna nell'architettura funeraria dell'India musulmana. Al periodo samanide risalgono anche alcuni castelli (Gjaur-kala, Akhnili-Koshuk), a pianta cruciforme iscritta in un quadrato e con paramento superiore modellato a grandi bastioni semicircolari.

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