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Samòa (già Samòa Occidentali)

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(Malo Sa’oloto Tuto’atasi o Samoa). Stato dell'Oceania (2785 km²). Capitale: Apia. Popolazione: 184.772 ab. (stima 2012). Lingua: inglese e samoano (ufficiali). Religione: protestanti 57,4%, cattolici 19,4%, mormoni 15,1%, altri 8,1%. Unità monetaria: dollaro delle Samoa=tala (100 sene). Indice di sviluppo umano: 0,694 (106° posto). Confini: oceano Pacifico. Membro di: Commonwealth, ONU e SPC, associato UE, WTO.

Generalità

Stato nella Polinesia situato a ca. 800 km a N delle Tonga e ben 3000 a NE della Nuova Zelanda, da cui furono a lungo amministrate. Comprende le isole occidentali dell'arcipelago delle Samoa: due isole maggiori, Savaii e Upolu, le isolette di Apolima e Manono e alcune minori, disabitate. Le isole orientali dell'arcipelago delle Samoa, a E del 171º longitudine W, appartengono invece agli Stati Uniti. Prime tra tutti i piccoli possedimenti dell'Oceania a ottenere, nel 1962, l'indipendenza, le Samoa hanno altresì saputo conservare, in larga misura, la propria autenticità culturale e le antiche e ben radicate tradizioni, molto più di altre terre in cui gli interessi delle potenze coloniali – e, successivamente, una troppo rapida e acritica introduzione di modelli di vita esterni – hanno apportato rovinose trasformazioni al tessuto sociale ed economico. Barriera corallina, vulcani e vegetazione rigogliosa caratterizzano questo territorio disperso tra la miriade di isole nell'oceano Pacifico centromeridionale.

Lo Stato

In base alla Costituzione del 1º gennaio 1962, le Samoa sono uno Stato indipendente membro del Commonwealth. Dopo la morte de re Malietoa Tanumafili II (2007) la carica di capo di Stato è diventata elettiva. Il presidente viene eletto con mandato quinquennale dall'Assemblea Legislativa, cui spetta il potere legislativo e i cui membri (2 non samoani) sono rinnovati ogni cinque anni con suffragio universale diretto. Il potere esecutivo spetta a un Gabinetto composto dal primo ministro, nominato dal capo dello Stato, e da altri 8 membri dell'Assemblea. Il sistema giudiziario è basato sulla Common Law britannica e sulle consuetudini locali; la giurisdizione internazionale non è considerata vincolante. La giustizia viene amministrata da una Corte Suprema, al massimo grado, e da Corti d'Appello, tribunali minori a livello distrettuale e da una Corte per la Terra e i Titoli (che regola le controversie relative ai diritti di usufrutto). Il Paese non ha un esercito regolare, in sostituzione del quale è invece presente una forza di polizia. L'educazione è obbligatoria dai 6 ai 18 anni. L'istruzione primaria comincia a 6 anni e ha una durata di 8 anni. Quella secondaria comincia a 14 anni e si conclude dopo 4 anni. Il tasso di analfabetismo è uno tra i più bassi tra le isole disseminate tra Polinesia e Micronesia (1,3%).

Territorio: geografia fisica

Attraversate dal 14º parallelo latitudine S, le Samoa si sviluppano, con prevalente andamento E-W, tra i meridiani 171º e 173º longitudine W; sono di origine vulcanica, con coste spesso frangiate, soprattutto nell'isola di Upolu, da scogliere coralline. I rilievi formano una specie di dorsale interrotta solo dallo stretto di Apolima, il braccio di mare che separa le due isole maggiori. La più accidentata è Savaii ricca di numerosi coni vulcanici, culminanti nel monte Mauga Silisili (1858 m), che nel corso del XX secolo ha registrato periodi di intensa attività; un esteso tratto della sezione settentrionale dell'isola è occupato da campi di lava, inabitabili e incoltivabili, causa questa non ultima dell'assai più scarsa popolazione residente a Savaii. Più antico è il vulcanismo nell'isola di Upolu, con coni vulcanici maggiormente intaccati dall'azione erosiva e una morfologia più distesa; al centro dell'isola il monte Fito, coperto da una folta vegetazione, tocca i 1113 metri. L'arcipelago ha clima equatoriale, caldo-umido tutto l'anno (ad Apia le temperature variano dai 24-25 ºC del mese più freddo, luglio, ai 26 ºC di quello più caldo, dicembre); le precipitazioni sono abbondanti (2865 mm annui ad Apia), con disastrosi cicloni da dicembre a marzo, apportati dai violenti venti occidentali.

Territorio: geografia umana

La popolazione è pressoché interamente composta da samoani (96%). Tuttavia la popolazione subì delle decimazioni in seguito ai primi contatti con gli europei, tanto che alla fine del XIX secolo contava appena 29.000 ab.; la grande ripresa demografica del XX secolo fu dovuta alle nuove attività economiche introdotte dai tedeschi, che erano riusciti ad annettersi definitivamente le due isole nel 1899, e più tardi alle migliorate condizioni igienico-sanitarie, con conseguente sensibile abbassamento del tasso di mortalità, specie infantile. La crescita annua è piuttosto bassa (0,3% nel periodo 2005-2010) e si spiega tenendo conto del saldo migratorio negativo. Infatti, la difficoltà nel trovare occupazione continua a spingere numerosi samoani verso Australia e Nuova Zelanda. La popolazione si concentra nei villaggi costieri delle due isole maggiori, date le possibilità offerte dalla ricca agricoltura di piantagione, mentre l'interno, montuoso e forestale, minacciato dalle eruzioni vulcaniche, è pressoché disabitato così come molte piccole isole. La densità media è di 66,3 ab./km2.. L'isola di Upolu, per la sua morfologia, è sempre stata la più densamente popolata. La capitale Apia, posta sulla costa settentrionale dell'isola, è il principale porto dell'arcipelago. La città, il cui agglomerato urbano raccoglie un terzo degli abitanti dello Stato, si presenta divisa in due parti: i quartieri coloniali, che risentono in modo notevole dell'influenza tedesca, e i quartieri moderni con servizi amministrativi e direzionali. Per il resto si hanno solo villaggi con le tipiche abitazioni samoane (falé) in genere a pianta rotonda od ovale, con alti pali sorreggenti il largo tetto d'erba spiovente.

Territorio: ambiente

La vegetazione è rigogliosa, sebbene povera di specie poiché risente dellʼisolamento oceanico: sui bassi litorali predominano le mangrovie mentre la foresta equatoriale ammanta gran parte dei versanti montuosi, con alberi ad alto fusto e con legname duro, grazie ai quali gli indigeni – come tutti i polinesiani – sono diventati abili costruttori di grandi imbarcazioni. La deforestazione, diffusa specialmente nelle isole maggiori, minaccia tuttavia il patrimonio boschivo che ricopre ancora il 60,4% del territorio samoano e provoca un progressivo impoverimento del suolo. La fauna comprende pochi mammiferi di terra (ma la presenza di cani e gatti randagi, portati dall'Europa, è diventata una piaga per il Paese), numerose specie di uccelli, rettili e pesci. Le principali aree protette (2,3% della superficie nazionale) sono: il Parco Nazionale del lago Lanoto'o, un lago vulcanico e l'area limitrofa, entrato a far parte nel 2004 del programma Ramsar, la convenzione per le aree umide di interesse internazionale; il Parco Nazionale O Le Pupu Pu'e (letteralmente “dalla costa alla cima della montagna”), un ampio fondo che presenta i caratteri della foresta pluviale nelle zone montuose ed è caratterizzato sul litorale da falesie di lava, con percorsi nelle grotte e tra la fitta vegetazione. Entrambe queste aree sono ubicate sull'isola di Upolu.

Economia

Nel 2007 il PIL del Paese era di 397 ml $ USA e il PIL pro capite di 2.101 $ USA. L'economia delle Samoa poggia sull'agricoltura (il settore primario partecipa per poco più del 13% alla formazione del prodotto interno lordo e occupa circa un terzo della popolazione), in particolare sull'attività di piantagione avviata a partire dalla metà del XIX secolo da compagnie tedesche, che introdussero nuove colture, come quella del cacao, e potenziarono quelle già esistenti. Arativo e colture arborescenti occupano circa il 43% della superficie territoriale. Le più importanti colture commerciali riguardano le banane, la palma da cocco, il cacao e la canna da zucchero; la base dell'alimentazione indigena è fornita da taluni tuberi come l'igname e il taro, dai frutti dell'albero del pane e dal mais. Altre risorse economiche sono l'allevamento (suini, bovini e pollame), destinato al mercato interno, e la pesca, attività tradizionale, come in tutta la Polinesia, grazie all'abilità degli indigeni di costruire imbarcazioni atte a navigare anche in alto mare. Importante inoltre lo sfruttamento forestale (boschi e foreste coprono più del 60% del territorio), anche se recentemente il governo ha deciso di limitare l'esportazione di legname per preservare il patrimonio ambientale. I tre cicloni che, tra il 1990 e il 1993, si sono abbattuti sulle Samoa hanno compromesso la crescita economica, causando la distruzione di gran parte della produzione e delle infrastrutture. § Il settore secondario, che partecipa per il 27,5% alla formazione del PIL, ha goduto di una serie di circostanze favorevoli, come i massicci investimenti stranieri, soprattutto giapponesi, attratti da una politica fiscale favorevole, dalla stabilità politica e dal basso costo della manodopera (nel 1995, è stata aperta da un'azienda nipponica una fabbrica per la produzione di pezzi di ricambio per autoveicoli). Di assai scarsa entità è invece il settore manifatturiero; si hanno soltanto piccole aziende artigianali che lavorano il legname e i prodotti agricoli locali o che producono modesti articoli di prima necessità (tessuti, saponi ecc.). A livello energetico, il Paese non è del tutto autosufficiente, anche se nel 1985, a Sauniatu, la costruzione di una centrale idroelettrica ha permesso una discreta riduzione della dipendenza energetica dall'estero. § Un rilevante ruolo nell'economia locale potrebbe essere svolto dal turismo, in continua crescita; l'afflusso degli stranieri non è stato, in passato, particolarmente incoraggiato dal Paese, dove si temeva – non senza fondamento – che ciò potesse provocare seri danni alle bellezze paesaggistiche e alterare irrimediabilmente le manifestazioni autentiche della vita e delle tradizioni locali, come si è già verificato in tante altre isole dell'Oceania. Nel 2007 comunque gli ingressi nel Paese sono aumentati in modo considerevole. Complessivamente, il terziario partecipa per il 59,4% alla formazione della ricchezza nazionale e occupa, insieme al secondario, il 67,2% della forza lavoro. Le vie di comunicazione del Paese sono discretamente sviluppate (2337 km di strade nel 2001). Le Samoa possono contare sia su collegamenti marittimi con tutti i principali Stati dell'Oceania nonché con vari porti degli USA e dell'Europa (esiste poi un servizio giornaliero che raccorda il porto di Apia con le Samoa Americane), sia su collegamenti aerei, che fanno capo all'aeroporto internazionale di Faleolo, a 40 km da Apia. Principali partner commerciali sono Nuova Zelanda (che copre circa un quinto delle importazioni), Figi, Singapore, Giappone, Indonesia, USA e Cina per l'import e Australia (che assorbe oltre il 40% delle esportazioni), Samoa Americane e Taiwan per l'export. La bilancia commerciale denuncia un costante e forte deficit in quanto le importazioni (macchinari e attrezzature, carburante, prodotti alimentari e tessili) superano in valore le esportazioni (pesce, olio e crema di cocco, copra, taro, cacao e pezzi di ricambio per automobili). Sono in aumento le attività offshore; censurato dall'OCSE come paradiso fiscale, il Paese ha emanato delle norme anti-riciclaggio. Una notevole importanza per l'economia nazionale conservano le rimesse degli emigrati e gli aiuti internazionali.

Storia

Sottoposte all'amministrazione tedesca dal 1899 al 1914, le Samoa all'inizio della I guerra mondiale furono occupate da truppe della Nuova Zelanda, cui vennero affidate come mandato dalla Società delle Nazioni nel 1920. Nel 1946 il mandato fu trasformato dall'ONU in amministrazione fiduciaria; nel 1962 le Samoa proclamarono l'indipendenza con un potere esecutivo affidato a due sovrani: Tupua Tamasese Meaole e Malietoa Tanumafili II. Dal 1970 al 1975 fu primo ministro Tupua Tamasese Lealofi. Il potere passò nel 1976 a Tupuola Taisi Efi; nel 1979 l'opposizione si riunì nel Partito per la Difesa dei Diritti Umani, che vinse le elezioni del 1982, portando al governo Tofilau Eti Alesana, morto nel 1999 e sostituito nel 1996 da Tuila'epa Sailele Malielegaoi; nel 1990 in seguito ad approvazione referendaria è stato introdotto il suffragio universale diretto, in sostituzione di un sistema tradizionale basato sulla limitazione del diritto di voto ai capi dei gruppi familiari (i matai). Nelle elezioni del 2001 Malielegaoi fu rieletta a capo del governo, mentre in quelle del 2006 il Partito per la Difesa dei Diritti Umani vinse con 33 seggi. Alla morte di Malietoa Tanumafili II, nel 2007 Tuiatua Tupua Tamasese Efi veniva eletto capo dello stato dal Parlamento. Nel 2011 le elezioni venivano vinte dal Partito per la Difesa dei Diritti Umani. Nello stesso anno il governo decideva di spostare il Paese 24 ore in avanti, passando a est rispetto alla linea del cambiamento di data; avvicinandosi così al fuso orario di Australia e Nuova Zelanda, per favorirne il commercio.

Cultura: generalità

Nonostante la storia delle Samoa sia ricca di vicende dolorose, legate all'arrivo di stranieri in cerca di sfruttamento commerciale o evangelizzazione forzata, le tradizioni culturali e sociali sopravvivono e regolano ancora il ritmo della vita. Le gerarchie all'interno dei villaggi ruotano attorno alla famiglia allargata (’aiga) con a capo il matai, che la rappresenta nelle decisioni di ordine pubblico. Le pratiche religiose in uso sono il frutto di una personalizzazione dei riti cristiani, mentre “originali” sono rimaste molte danze e leggende orali, oltre a riti quali il consumo del kava (bevanda alcolica di origine vegetale) in particolari occasioni sociali o i tatuaggi (i ragazzi tra i 12 e i 13 anni devono farsi tatuare dal bacino alle ginocchia affrontando un dolorosa “iniziazione”). In ambito artistico va registrata, negli ultimi decenni, una contrazione delle pratiche artigianali, per cui manufatti e ornamenti sono diventati solo più un prodotto per turisti. In letteratura le Samoa possono vantare i natali di Albert Wendt (Flying Fox in a Freedom Tree, 1974; The Birth and Death of the Miracle Man and Other Stories, 1999), considerato il maggiore autore del Pacifico insulare, abile nel recuperare e adattare alle forme narrative contemporanee il patrimonio orale delle isole. A Samoa è presente anche la National University of Samoa, ma un cenno lo merita la casa-museo di R. L. Stevenson, ad Apia, a metà fra istituzione culturale e attrazione turistica. I cibi più diffusi sono il pesce e i crostacei, le noci di cocco, i tuberi e la carne di pollo o maiale; nella capitale, però, le abitudini alimentari occidentali hanno ormai preso il sopravvento. Samoa vanta, infine, una solida tradizione sportiva, principalmente nel rugby (molti samoani hanno giocato per gli All Blacks neozelandesi), nelle gare nautiche e nel kirikiti, una sorta di cricket con regole modificate.