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Samonà, Giusèppe

architetto e urbanista italiano (Palermo 1898-Roma 1983). Protagonista a livello europeo dell'architettura italiana contemporanea, si confrontò con la tematica del razionalismo, maturando una tendenza impostata sull'esperienza di Le Corbusier, cui si associano elementi della problematica wrightiana. Del periodo precedente la seconda guerra mondiale, la più significativa opera è il palazzo delle Poste nel quartiere Appio a Roma (1933-36). Docente dal 1936 all'Istituto Autonomo di Architettura di Venezia, dal 1945 vi svolse come direttore un'intensa attività didattica e critica, quest'ultima orientata verso la determinazione del ruolo e del significato della disciplina urbanistica e verso la definizione dell'architettura nel rapporto fra momento didattico e operativo (L'urbanistica e l'avvenire delle città, 1959). Fra le architetture realizzate nel dopoguerra si ricordano il Centro Ortopedico Traumatologico INAIL a Bari (1950-55), il quartiere INA-Casa di S. Giuliano a Mestre (1951, in collaborazione), il quartiere INA-Casa a Sciacca (1952-54), il nucleo residenziale Incis a Padova (1953-55), il Borgo Ulivia a Palermo (1956-58), la sede della Banca d'Italia a Padova (1968-71), il municipio di Gibellina, Trapani (1970-80), i progetti di concorso per le università di Cagliari (1971) e di Cosenza (1972), il teatro a Sciacca (1974-79). In campo urbanistico ha realizzato, tra numerosi altri, il Piano Urbanistico Provinciale di Trento, il Piano Territoriale della fascia industriale Milazzo-Messina, il Piano Comprensoriale del Vajont (1962) e il Piano Territoriale di Coordinamento della Regione Veneta (1967).

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