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Sanín Cano, Baldomero

scrittore colombiano (Ríonegro 1861-Bogotá 1957). Nel clima di rinnovamento creato in America dall'estetica modernista, rappresentò degnamente l'antica tradizione umanistica della Colombia. Giornalista di vasta cultura classica e moderna, insegnante in patria e all'estero, diplomatico, storico e critico, fu per mezzo secolo una sorta di maestro venerato e promotore di un vasto aggiornamento culturale, attraverso centinaia di articoli e saggi, solo in parte raccolti poi in volume (La civilización manual, 1925; Indagaciones e imágenes, 1926; Crítica y arte, 1932; Divagaciones filológicas y apólogos literarios, 1934; Ensayos, 1942; Letras colombianas, 1944; De mi vida y otras vidas, 1949; Tipos, obras, ideas, 1949; El humanismo y el progreso del hombre, 1955, ecc.). La conoscenza delle lingue e letterature europee gli permise di rendere familiari in Colombia i nomi di Carducci, Marinetti, Brandes, Ibsen, Shaw, Galsworthy, Huxley e di molti altri scrittori e poeti, ampliando gli orizzonti culturali del Paese. Il suo castigliano fu un modello di sobrietà e di precisione, scevro da qualsiasi pedanteria, spesso venato di umorismo.

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