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San Danièle del Friuli

comune in provincia di Udine (23 km), 252 m s.m., 34,67 km² , 7893 ab. (sandanielesi), patrono: san Daniele (28 agosto).

Centro alla sinistra del fiume Tagliamento. Sede di un castello ricordato nel sec. XI, importante mercato nel 1139, divenne da lì a poco libero comune con diritto di voto al parlamento friulano. Alleatosi con Udine (1392), entrò a far parte dei domini di Venezia (1420) e fu assegnato alla giurisdizione del Patriarcato di Aquileia (1445-1751). Dopo la caduta della Repubblica di Venezia (1797), ebbe vicende comuni al resto del Friuli. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1976.§ La chiesa di Sant'Antonio Abate (sec. XV) ha l'interno decorato da un notevole ciclo di affreschi rinascimentali di Pellegrino da San Daniele (sec. XVI). Il quattrocentesco Palazzo Comunale, con portico su basse arcate e trifora verso la piazza, ospita l'importante Biblioteca Guarneriana (1466). Il duomo dedicato a San Michele Arcangelo, con facciata del sec. XVIII, custodisce dipinti del Pordenone, dell'Amalteo e del Lugaro. Notevoli anche la chiesetta gotica della Madonna della Fratta e il santuario della Madonna della Strada (sec. XVII).§ L'agricoltura produce principalmente uva da vino; si pratica l'allevamento suino. L'industria è attiva nei settori energetico, meccanico, elettromeccanico, cartotecnico, alimentare, enologico, calzaturiero, dell'abbigliamento, del legno, del mobile, degli imballaggi, della bigiotteria e della lavorazione della pelle.§ Vi si produce il noto prosciutto San Daniele, al quale ad agosto è dedicata una fiera.

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