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San Fratèllo

comune in provincia di Messina (139 km), 675 m s.m., 67,05 km², 4561 ab. (sanfratellani), patrono: san Benedetto il Moro (17 dicembre).

Centro situato sul versante settentrionale dei monti Nebrodi, nel cui parco regionale è compreso. L'abitato ha struttura a gradinata, con blocchi di case a schiera che si allungano seguendo l'andamento del territorio, nelle parti addossate alla roccia e a scacchiera nella zona, edificata più di recente, lungo la strada che percorre il crinale; vicino ai ruderi della chiesa di San Nicolò, su un'altura, è visibile il quartiere militare rimasto intatto. Fondato con una colonia lombarda trasferita per volere di Adelaide di Monferrato, moglie di Ruggero I d'Altavilla, fu feudo degli Alagona, degli Oliveri di Messina e dei Larcan. Ancora oggi a San Fratello viene parlato un dialetto di origine gallo-italica che ne fa una delle principali isole linguistiche della regione. § Il paese conserva la medievale chiesa del Crocifisso, la chiesa delle Grazie (sec. XVIII) e la chiesa basiliana detta “dei Tre Santi” (Alfio, Filadelfio e Cirino), edificata nel sec. XII: ha navata unica, un transetto e tre absidi; un tamburo ottagonale sostiene la cupola. Nei pressi del monte Vecchio sono i resti dell'antica città sicula di Apollonia. § L'agricoltura produce uva da vino, cereali, ortaggi, frutta (in particolare agrumi) e nocciole. Sono presenti piccole aziende attive nei settori alimentare e dell'abbigliamento. È in crescente espansione il turismo. § Rinomata è la settembrina mostra del cavallo sanfratellano, razza che vive ancora in parte allo stato brado, attorno cui si è sviluppato un fiorente equiturismo. Durante la settimana santa si svolge la Festa dei Giudei, di origine medievale, durante la quale alcuni “disturbatori”, vestiti in abiti militareschi e mascherati, agiscono turbando l'armonia delle funzioni religiose.