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San Lèo

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comune in provincia di Rimini (34 km da Rimini), 589 m s.m., 53,39 km², 3017 ab. (leontini), patrono: san Leone (1° agosto).

Generalità

Centro del Montefeltro arroccato su uno sperone roccioso alla destra della valle del fiume Marecchia. Costruito su un sito pressoché imprendibile, fu tra i centri marchigiani più contesi nel Medioevo; la sua rocca venne definita da Pietro Bembo “il più bello e il più grande arnese da guerra della regione”. Il masso roccioso su cui sorge il paese è l'antico Mons Feretrius, dove si pensa fosse un tempio dedicato a Giove Feretrio.

Storia

Abitato dai Sabelli, dagli Etruschi e poi dai Galli, venne conquistato alla fine del sec. III a. C. dai Romani. Evangelizzato nel sec. IV da san Leo, fu di Vitige e quindi di Berengario II, che vi si trasferì con la corte e vi sostenne il lunghissimo assedio di Ottone I. Chiamato San Leo dopo il Mille, in omaggio al patrono, nel sec. XII divenne capoluogo del vicariato del Montefeltro e poi feudo dei conti Carpegna, da un ramo dei quali discesero i Montefeltro. Con il trasferimento di questi ultimi a Urbino si diede forma amministrativa autonoma e agli inizi del sec. XVI passò ai Della Rovere; con l'estinzione della famiglia nel 1631 fu annesso allo Stato Pontificio. Nel 2009, insieme ad altri 6 comuni dell'Alta Valmarecchia, passò dalla provincia di Pesaro e Urbino a quella di Riminiin seguito ad un referendum popolare.

Arte

Conserva l'aspetto medievale per la pieve (sec. XI) a tre navate e abside tricora in arenaria, per il duomo romanico-lombardo (sec. XII), ma soprattutto per le stradine e le scale scavate nella roccia. Tra gli edifici notevoli sono il Palazzo Mediceo (1517-21), sede del Museo d'Arte Sacra; il palazzo dei conti Nardini (sec. XIII-XVI ); il palazzo Della Rovere (sec. XVI-XVII), sede del municipio; e la chiesa dell'Assunta (sec. IX-XI), che ospita nella cripta il sacello di san Leone. Il forte, anch'esso di origine medievale, fu quasi interamente rifatto (sec. XV) da Francesco di Giorgio Martini per volere di Federico II da Montefeltro; il governo pontificio lo adibì a carcere e nel 1778 Giuseppe Valadier vi apportò alcune migliorie. Tra gli altri, vi furono rinchiusi Cagliostro, che vi morì nel 1795, e il patriota Felice Orsini.