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San Pedro, Diego de-

scrittore spagnolo della seconda metà del sec. XV. Non si sa quasi nulla di lui, e il poco che si conosce è molto confuso, perché esistettero tre poeti coevi dallo stesso nome, uno dei quali fu governatore della fortezza di Peñafiel, agli ordini del Gran Maestro di Calatrava, Pedro Girón. Certo è comunque che un San Pedro – forse “converso”, ossia discendente di Ebrei – fu l'autore di due romanzi sentimentali di larga fama: Cárcel de amor, uno dei libri più letti del sec. XVI, e Tractado de amores de Arnalte y Lucenda (1491). Si tratta di romanzi lirico-allegorico-platonici, di gusto tipicamente rinascimentale (con famosi modelli italiani, quali la Fiammetta di Boccaccio, la Storia di due amanti di E. S. Piccolomini, ecc. e possibili tratti autobiografici stemperati in un'alluvione di lambiccato sentimentalismo), e soprattutto validi come documenti di un lungo momento del gusto letterario europeo. Assieme al romanzo arcadico (Sannazaro) e a quello cavalleresco (Amadigi e successivi), il racconto cortese e sentimentale – di cui la Cárcel de amor è l'archetipo più compiuto, in Spagna – resta infatti una delle componenti fondamentali della narrativa europea fino a Cervantes.