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San Salvatóre Telesino

comune in provincia di Benevento (35 km), 95 m s.m., 18,15 km², 3706 ab. (sansalvatoresi), patrono: san Leucio di Brindisi (11 gennaio).

Centro del Matese, posto sul versante destro del fiume Calore. Prese il nome dall'omonima abbazia, fondata nel sec. X, alla quale rimase soggetto anche al tempo di Federico II. In epoca medievale il territorio si popolò di altri due centri, Massa Superiore e Rocca Nuova, che furono affidati a Giovanni Monsorio, maggiordomo di Ferdinando I d'Aragona. Ultimi feudatari furono i Maddaloni. Fu danneggiato da numerosi terremoti, l'ultimo dei quali nel 1980. § La parrocchiale dell'Assunta, con campanile cuspidato e interno a tre navate, conserva il sepolcro cinquecentesco di Vincenzo Monsorio e una tela (Trasfigurazione) della scuola di Luca Giordano. Domina il borgo antico la Rocca del Casale. § Centro tradizionalmente agricolo (tabacco, cereali, foraggi, frutta, ortaggi, olive e uva da vino), basa la sua economia su piccole industrie enologiche (solopaca e sannio DOC) e della lavorazione del legno. È diffuso l'allevamento bovino. In sviluppo il turismo escursionistico al Parco del Grassano. § Nella pianura tra San Salvatore Telesino e Telese sono i notevoli resti (mura, teatro, terme ecc.) di Telesia, antica città sannitica, poi colonia romana di Herculea Telesina.