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Sant'Àgata de' Gòti

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comune in provincia di Benevento (38 km), 159 m s.m., 62,92 km², 11.558 ab. (santagatesi), patrono: sant’ Agata (5 febbraio).

Generalità

Cittadina situata su una roccia tufacea alle falde occidentali del monte Taburno. Incantevole località della valle Caudina, comunemente detta “perla del Sannio”, è il comune più popoloso della provincia.

Storia

Sorta forse sull'area dell'antico centro sannitico di Saticula nel sec. VI, quando vi si stabilì, dopo la battaglia del Vesuvio (553), una colonia di Goti, fu un importante gastaldato longobardo del Ducato di Benevento e sede vescovile dal 970. Nell'alto Medioevo fu spesso contesa dai conti di Capua e dai principi di Benevento, finché, conquistata da Ruggero II, entrò a far parte del regno normanno (sec. XII). Nel sec. XIV Bartolomeo Siginulfo, conte di Caserta, la vendette al provenzale Isnard de Pontevès; nel 1343 fu concessa a Carlo Artus, conte di Monteodorisi, e appartenne poi ai Della Ratta (sec. XV), quindi agli Acquaviva (1528) e ai Cosso (1674). Nel 1696 passò ai Carafa di Maddaloni, che la tennero fino all'abolizione del regime feudale (1806). Fu danneggiata dal sisma del 1980.

Arte

Numerose chiese abbelliscono questa cittadina dall'impianto urbanistico a semicerchio: la chiesa di San Menna (sec. XI, restaurata), con facciata preceduta da un portico e un portale romanico (all'interno resti di pavimento musivo a figure geometriche del sec. XII e frammenti di affreschi dei sec. XIV-XV); il duomo, dedicato all'Assunta (sec. X, rifatto nel XII e restaurato tra il 1728 e il 1755), con avanzi di pavimento a mosaico, nello stile di quello di San Menna, e affreschi trecenteschi sulle pareti della cripta; la chiesa gotica dell'Annunziata (1238, rifatta nel sec. XIV, restaurata), che custodisce una tavola dell'Annunciazione, parte di un polittico del sec. XV; quella di San Francesco (1267, rifatta nel Settecento), con la tomba gotica di Ludovico Artus; e la chiesetta di Sant'Angelo in Munculanis, con piccolo campanile romanico. Il castello ducale risale al sec. X. L'ex chiesa di Santa Maria del Carmine ospita il Museo Diocesano, che conserva opere provenienti da varie chiese della zona.

Economia

L'economia si basa sull'agricoltura (olive, uva da vino, cereali, ortaggi e frutta, soprattutto la rinomata mela annurca), sull'industria enologica (sant'agata de' goti DOC) e sull'artigianato (ferro battuto e merletti a tombolo). Sono attive cave di pozzolana e di tufo.

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