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Santórso

comune in provincia di Vicenza (28 km), 240 m s.m., 13,25 km², 5272 ab. (santorsani o santorsiani), patrono: sant’ Orso (3 maggio).

Centro situato alla destra del torrente Astico. Nella caverna Bocca Lorenza fu rinvenuto materiale preistorico e nel territorio sono stati numerosi i ritrovamenti di età romana. Citato già nel sec. XI, nel successivo il suo castello era possesso dei conti di Vicenza. Nel 1240 passò agli Ezzelini e, dopo la caduta di questi, fu feudo dei Lernici e dei Cavalli. Nel 1475 vi fu aperta una delle prime tipografie venete.§ Nel paese, dalle case quattro-cinquecentesche porticate e affrescate, sorge la chiesetta di San Dionigi: documentata sin dal sec. XII, ha una facciata dipinta nel sec. XIX a falsi motivi architettonici. Di stile neoclassico sono la parrocchiale di Santa Maria e il santuario di Sant'Orso, eretto sul monte Summano tra il 1849 e il 1852 su progetto di Ottone Calderari, cui si deve pure l'oratorio di Sant'Antonio (1864). Sul finire del sec. XIX fu ricostruito l'antico santuario di Santa Maria del Summano.§ L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, uva da vino, foraggi), l'allevamento (bovini, suini) e l'industria, attiva nei settori metalmeccanico, elettrotecnico, ottico, tessile, alimentare (salumifici e stabilimenti dolciari), dell'abbigliamento, degli strumenti di precisione, dell'arredamento (mobili).

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