Santa Alleanza

patto stipulato a Parigi il 26 settembre 1815 tra Alessandro I di Russia, Francesco II e Federico Guglielmo III di Prussia. Il documento, preparato personalmente dallo zar di Russia, conteneva motivi inerenti al legittimismo, al diritto divino dei principi, al dovere dell'obbedienza proprio dei sudditi, ma soprattutto erano messi in evidenza quei principi religiosi e politici che avevano animato la reazione dei popoli all'ideologia del giacobinismo illuministico culminato nell'espansionismo e nel dispotismo napoleonico. La Santa Alleanza, un patto di “alleanza fraterna e cristiana” che metteva in evidenza anche l'aspetto paternalistico del sovrano “delegato dalla Divina Provvidenza”, ebbe in seguito l'adesione dei re di Francia, dei Paesi Bassi, di Svezia e di Sardegna, ma anche il rifiuto di Roma contrariata dalla commistione di più confessioni (ortodossa, protestante, cattolica) e dell'Inghilterra che aveva felicemente ravvisato nella Santa Alleanza un anacronistico strumento di conservazione in questioni di politica internazionale. Il nuovo patto politico del 20 novembre 1815, allargato anche all'Inghilterra, venne pertanto a perdere il significato originario e fu una manovra diplomatica delle grandi monarchie che intendevano difendersi dall'insorgente liberalismo. E di fatto, staccandosi dall'iniziale redazione del documento dello zar Alessandro, la Santa Alleanza operò, fino alla Rivoluzione francese del 1830, come strumento di oppressione nei confronti dei moti nazionalisti e liberali diffusi in tutta l'Europa.

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