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Sastre, Alfonso

autore teatrale spagnolo (Madrid 1926). È una delle figure chiave del teatro spagnolo del dopoguerra, non solo come autore drammatico, ma anche come critico e teorico del teatro, saggista, polemista, militante politico e fondatore di gruppi teatrali. Studioso di letteratura e filosofia, ha assimilato con chiara evidenza le teorie esistenzialiste. Fin dagli anni universitari tentò la creazione di un teatro popolare e realista, di impegno sociale e politico, in aperta opposizione con l'ideologia franchista. Dopo i primi tentativi (Ha sonado la muerte, 1946; Uranio 235, 1946 e Cargamento de sueños, 1948), raggiunse la notorietà con Escuadra hacia la muerte (Squadra verso la morte), un dramma antimilitarista rappresentato nel 1953 dal suo Teatro Popular Universitario che venne dapprima autorizzato e poi proibito dal regime dopo poche rappresentazioni. Seguirono La mordaza (1954; Il bavaglio), altro successo, La sangre de Dios (1955), El pan de todos (1957; Il pane di tutti), El cuervo (1957; Il corvo), Medea (1958), La cornada (1960; L'incornata), En la red (1961; Nella rete), Los acredores (1962; I creditori), Mulato (1963) e La sangre y la ceniza (1965; Il sangue e la cenere); quest'ultima è una "tragedia complessa" (svincolata cioè dai canoni della tragedia classica, il cui protagonista è un "eroe irrisorio") incentrata intorno alla figura del riformatore catalano M. Servet. Va ricordato che nella maggior parte dei casi i suoi testi furono proibiti dalla censura e vennero rappresentati in Spagna solo dopo la fine del regime franchista. Fra i drammi pubblicati si ricordano Prólogo patético e Asalto nocturno. Uomo di forte e originale personalità, venne imprigionato dopo l'attentato contro L. Carrero Blanco (1974) e liberato nel giugno 1975. Il soggiorno in carcere gli ispirò versi pieni di vigore e di taglio molto originale (Balada de Carabanchel, 1976). Nel 1977 riapparve sui palcoscenici spagnoli dopo un'assenza di dieci anni; scrisse in seguito una Tragedia fantástica de la gitana Celestina o historia de amor y de magia (1979), seguita dallo stravagante Lumpen, marginación y jerigonza (1980), sul gergo degli straccivendoli. Oltre a qualche traduzione di opere straniere e alla messa in scena di alcuni suoi vecchi lavori – La taberna fantástica, del 1966, venne rappresentata con successo nel 1985 e gli fruttò il Premio Nazionale del Teatro – Sastre ha dato pochi ma buoni testi, quali Los últimos días de Emmanuel Kant contados por E.A.T. Hoffmann (1990), intenso e intelligente dramma sulla senilità, El viaje infinito de Sancho Panza (1992) e il thriller politico per il teatro Hanno ucciso Procopio (1996). Ha inoltre tradotto e adattato drammi di J. P. Sartre e P. Weiss e svolto un'intensa attività in campo cinematografico, collaborando tra gli altri con J. A. Bardem. Da ricordare infine la sua attività saggistica (Drama y sociedad, 1956; Anatomía del realismo, 1965; Critica de la imaginación, 1978). Molti dei testi di Sastre sono stati tradotti in italiano e spesso pubblicati prima in Italia che in Spagna.