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Sbràgia, Giancarlo

attore e regista italiano (Roma 1926-1994). Maturatosi in complessi importanti, sia pubblici, come il Piccolo Teatro di Milano, sia privati, come la Compagnia Pagnani-Cervi e la Compagnia del Teatro Nazionale, è divenuto uno degli attori più significativi della sua generazione, dotato di uno stile di asciutta modernità. Fin dalla stagione 1957-58 si impegnò con successo anche come regista (Ricorda con rabbia di J. Osborne), cui seguì, nel 1960-61, l'esemplare Sacco e Vanzetti di Roli e Vincenzoni. Nella Compagnia degli Associati, Sbragia fece quindi prevalere l'attività di regista su quella di attore (Caligola di Camus, Strano interludio di E. O'Neill, Il vizio assurdo di D. Fabbri e D. Lajolo, sulla figura di Cesare Pavese, e Il commedione del Belli, sempre di Fabbri). Negli anni Ottanta diresse e interpretò I demoni e La sonata a Kreutzer di F. Dostoevskij, La bella Addormentata di P. Rosso di San Secondo e ottenne particolare successo con L’amante compiacente di G. Greene, accanto a G. Ralli.