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Scàlfari, Eugènio

giornalista-editore italiano (Civitavecchia 1924). Polemista, autore di saggi filosofici, Scalfari è una figura rilevante nel panorama del giornalismo italiano. Dopo essere stato negli anni Cinquanta tra i fondatori del Partito Radicale, comincia la sua attività professionale ne Il Mondo di M. Pannunzio e poi ne L'Europeo di A. Benedetti. Proprio con Benedetti, nel 1955, fonda L'Espresso, primo settimanale italiano di inchiesta. Fino al 1962 Scalfari ne è il direttore amministrativo e collaboratore per l'economia; quando Benedetti gli lascia la guida del giornale, Scalfari diventa il primo direttore manager italiano, perché esperto anche dei meccanismi finanziari. Intanto L’Espresso si segnala nel panorama italiano per il coraggio delle sue inchieste che negli anni Sessanta denunciano gli scandali del potere, fino alle rivelazioni sul tentato golpe di F. De Lorenzo del 1964. Sulla scia di questa inchiesta, il Partito Socialista gli offre un seggio: Scalfari si dedica alla vita politica attiva dal 1968 al 1972, con risultati che lui stesso ha definito deludenti. A metà degli anni Settanta ha inizio la sua seconda grande impresa imprenditoriale: la fondazione de la Repubblica, un quotidiano dal formato modellato su quello dei tabloid, con un chiaro indirizzo politico, che è stato il più grande successo editoriale degli ultimi anni della storia della carta stampata italiana. Scalfari ne è stato il padre padrone, gestendone anche le fortune finanziarie. Nell'aprile del 1996 Scalfari lascia a E. Mauro la direzione del giornale, riservandosi tuttavia uno spazio settimanale da editorialista. Insignito di numerose onorificenze, Scalfari ha pubblicato diversi saggi storico-politici e filosofici; ricordiamo: L’autunno della Repubblica (1969), Razza padrona (1974), Interviste ai potenti (1979), Come andremo a incominciare (1981), L’anno di Craxi (1984), La sera andavamo in via Veneto (1986), Incontro con Io (1994), Alla ricerca della morale perduta (1995), Labirinto (1998), La ruga sulla fronte (2001).

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