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Scòtti

nobile famiglia piacentina. Davide (sec. XII) ne fu il capostipite e dal figlio di questi, Lanfranco, nacquero Giovanni, Ruffino, Rolando e Rinaldo. Primo esponente di grande rilievo del casato fu Alberto I Magno. Nel sec. XIV furono ricorrenti gli scontri e i momenti di tensione tra gli Scotti e i Visconti: il figlio di Alberto, Francesco detto il Milite (sec. XIV), riaffermò nel 1335 il potere della sua famiglia su Piacenza, ma dovette cederlo l'anno successivo ad Azzone Visconti. A stabilizzare il potere degli Scotti provvide nel 1414 Alberto II, che, perse le speranze di avere Piacenza, ottenne dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo il dominio di Fiorenzuola e il riconoscimento dei legami di discendenza della famiglia dal ceppo scozzese dei Douglas, fatto che contribuì ampiamente a innalzare il prestigio del casato italiano. Nel sec. XV gli Scotti-Douglas si divisero nel ramo detto di Sarmato, facente capo a Francesco II, e in quello detto di Vigoleno, risalente a Bartolomeo. Tra gli Scotti-Douglas di Sarmato si ricordano Paolo Emilio (m. 1585), che combatté al servizio di Francesi, Spagnoli e Veneziani; Ranuccio (1597-1661), vescovo e governatore delle Marche, e Onorio (m. 1602), che combatté per i Veneziani. Degli Scotti-Douglas di Vigoleno, Cesare (m. 1622) svolse missioni di carattere diplomatico al servizio dei Farnese.

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