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Scamòzzi, Vincènzo

architetto e trattatista italiano (Vicenza 1552-Venezia 1616). Educatosi presso il padre Giandomenico, architetto di cultura serliana, collaborò con lui nella primissima fase della sua attività, antecedente al trasferimento a Venezia (1572). Della produzione giovanile dello Scamozzi (villa Verlato a Villaverla, 1574; palazzo Trissino a Vicenza, 1577-79), legata alla diffusione del linguaggio palladiano maturo, è capolavoro la splendida villa detta Rocca Pisani a Lonigo (1576). Degli anni 1578-80 è il primo soggiorno a Roma (dove Scamozzi tornò nel 1585 e nel 1598), dedicato allo studio e al rilievo dei monumenti antichi. Tornato a Venezia, Scamozzi vinse il concorso (1582) per il proseguimento della Libreria del Sansovino, realizzando le Procuratie Nuove, che creano il completamento dell'impianto urbanistico di piazza S. Marco. Vivissimo fu in quegli anni l'interesse di Scamozzi per l'esperienza teatrale e scenografica, mutuata dagli studi di A. Palladio e di S. Serlio: nel 1584 realizzò le illusionistiche prospettive della scena del Teatro Olimpico di Vicenza e nel 1588-90 diede col Teatro di Sabbioneta, voluto da Vespasiano Gonzaga, l'esempio più rigoroso, dal punto di vista estetico e tecnico-funzionale, di struttura teatrale del Rinascimento. L'intensa attività a Venezia (chiesa di S. Nicola dei Tolentini) e a Vicenza fu interrotta nel 1599 da una serie di viaggi che portarono Scamozzi a Praga, in Germania, in Francia, in Svizzera; da qui le aperture eclettiche e storicistiche verso le diverse esperienze che caratterizzano il suo pensiero architettonico. Particolare interesse nell'attività tarda dello Scamozzi rivestono gli interventi alla città fortificata di Palmanova (1603), i progetti per il duomo e il palazzo vescovile di Salisburgo (1604), il palazzo Contarini a Venezia (1609). Ultimo rappresentante della grande stagione architettonica del Rinascimento veneto, Scamozzi, come architetto e come teorico (suo il trattato Dell'idea dell'architettura universale, 1615), ne diede una versione codificatrice, intellettualistica e accademica, che unisce un rigorismo quasi neoclassico con l'interesse per forme architettoniche estranee al classicismo, come quella gotica.

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