Questo sito contribuisce alla audience di

Schiller, Ferdinand Canning Scott

filosofo inglese (Altona 1864-Los Angeles 1937). Tra i maggiori rappresentanti del pragmatismo, studiò a Oxford e quindi insegnò nella stessa Oxford e nell'Università americana di Los Angeles. Nelle sue prime opere, tra cui va ricordato Riddles of the Sphynx (1891; Gli enigmi della sfinge), difese l'evoluzionismo tentandone un'interpretazione metafisica; quindi abbracciò decisamente l'indirizzo pragmatista, che nel frattempo si stava affermando soprattutto negli Stati Uniti, approfondendone particolarmente gli aspetti logici e psicologici. A questo programma d'illustrazione e di approfondimento dell'indirizzo pragmatista sono dedicate praticamente tutte le altre sue opere principali: Axioms and Postulates (1902; Assiomi e postulati), Humanism (1903), Studies in Humanism (1907), Formal Logic (1922), Problems of Belief (1924; Problemi della credenza); Must Philosophers Disagree? (1934; I filosofi devono dissentire?). Schiller è un deciso avversario di ogni filosofia che voglia porsi come puro razionalismo; secondo il suo “umanismo”, ogni procedimento del pensiero umano deve essere costantemente ricondotto alla situazione psicologica che lo genera, quindi alla dimensione emozionale e pratica che sta invariabilmente alla base del pensiero stesso. Ne risulta che una teoria della conoscenza, per uscire dalle indebite astrazioni razionalistiche, deve venire impostata in primo luogo come analisi volta a volta cangiante e dinamica di queste situazioni psicologico-emozionali, nonché dei motivi e degli scopi che nel fare e nel pensare vengono perseguiti. Anche la logica non può pretendere di spersonalizzare l'atto fondamentale del pensiero, cioè il giudizio. I procedimenti del sapere sono quindi analizzati secondo quello stesso criterio da cui trae le mosse l'atto stesso del pensare, cioè il criterio dell'utilità, della conformità del pensare agli scopi perseguiti; il che vale, secondo Schiller, non solo per le scienze logiche ma anche per tutte le altre. L'esito conclusivo, dunque, è quello di un pluralismo gnoseologico e psicologico.

Media


Non sono presenti media correlati