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Schilpàrio

comune in provincia di Bergamo (65 km), 1124 m s.m., 63,87 km², 1302 ab. (schilpariesi), patrono: sant’ Antonio (13 giugno).

Centro dell'alta val di Scalve, situato alla destra del fiume Dezzo. In epoca romana fu noto per l'estrazione e la lavorazione del ferro. Nel 774 divenne possesso, con il resto della valle, del monastero di San Martino di Tours e, nel 1026, passò ai vescovi di Bergamo. Feudo della famiglia Capitani (1222), fece parte, dal 1231, della comunità di Scalve, di cui seguì le vicende.§ Nell'abitato, che conserva dimore signorili dei sec. XVII e XVIII, si trova la parrocchiale di Sant'Antonio, con all'interno opere dei sec. XVI-XVII, tra cui quelle del Talpino, di G. A. Raggi e di A. Cifrondi. Il Museo Etnografico della Valle, ospitato in un'ex segheria ad acqua dell'Ottocento, offre una panoramica sulle occupazioni tradizionali degli abitanti del territorio.§ Maggiore centro della valle, vede sviluppato il turismo, grazie alle qualità ambientali e alle attrezzature per gli sport invernali. Altre risorse provengono dall'attività di alcune aziende meccaniche. È praticato l'allevamento bovino.§ Vi nacque il filologo e paleografo Angelo Mai (1782-1854).

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