Questo sito contribuisce alla audience di

Schinkel, Karl Friedrich

architetto, pittore e incisore tedesco (Neuruppin 1781-Berlino 1841). È tra le personalità più significative del primo romanticismo europeo, che nell'ambito architettonico si manifestò con un'alternanza di monumentali forme classiche (neogreco) e di forme medievali (neogotico e neoromanico). Dal 1798 Schinkel fu allievo a Berlino di David e Friedrich Gilly. Dopo un viaggio in Italia, nel quale fu maggiormente attratto dagli esempi di architetture medievali che da quelli classici, si recò (1803) a Parigi, entrando così in contatto con l'architettura di ispirazione “classica” e razionalistica di C. N. Ledoux. Rientrato a Berlino (1806), si dedicò inizialmente all'attività di pittore e di scenografo, producendo interessanti lavori nei quali si rivela una sensibilità già romantica nella rappresentazione del paesaggio e nella scelta degli elementi architettonici in esso inseriti. Nominato nel 1815 architetto di stato da Federico Guglielmo III, Schinkel iniziò un'intensa attività sia nel campo edilizio sia in quelli della scenografia (realizzando importanti allestimenti tra il 1815 e il 1832 specie per il Königliche Theater di Berlino) e della produzione artigianale (mobili, stoffe ecc.). Al 1816-18 risale il Neue Wache di Berlino che, nella struttura cubica di base e nel portico dorico della facciata, risente della lezione del Ledoux. Anche lo Schauspielhaus (1818-21) e l'Altes Museum di Berlino (1824-30, distrutto nel 1945), la cui rotonda centrale è ripresa dall'organismo del Pantheon romano, costituiscono una rielaborazione razionalistica di elementi dell'architettura classica, mentre per il Monumento della Guerra sul Kreuzberg (1818) e per la Werdesche Kirche (1825-30) Schinkel si rifece alle forme gotiche. Oltre che nella città di Berlino, per la quale Schinkel realizzò un piano regolatore (1817), l'architetto fu attivo anche a Potsdam dal 1826 per la famiglia reale, realizzando la Nikolaikirche (1830-43) nel più geometrico classicismo romantico, e la residenza di Charlottenhof nel parco di Sans Souci (1826-27); in quest'ultima l'architetto ricercò una fusione tra architettura e ambiente circostante che trovò conferma nei due ultimi grandiosi progetti per un palazzo reale sull'acropoli di Atene (1834) e per la residenza estiva dello zar in Crimea (1838), che costituiscono l'espressione più completa del neoclassicismo romantico di Schinkel.

Bibliografia

K. H. Klasen, Schinkel, Berlino, 1952; N. Pevsner, Schinkel, in “RIBA Journal”, 1952; H. R. Hitchcock, L'architettura dell'Ottocento e del Novecento, Torino, 1971.

Media


Non sono presenti media correlati