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Schliemann, Heinrich

archeologo tedesco (Neubukow, Meclemburgo, 1822-Napoli 1890). Eccezionale autodidatta, è considerato il fondatore dell'archeologia greca, a cui si deve la scoperta di Troia e della civiltà micenea. Si stabilì, dopo un'infanzia travagliata, a Pietroburgo (1846) dove si arricchì com i commerci, facilitato anche dalla conoscenza straordinaria delle lingue. Nel 1863 viaggiò a lungo in Europa, in Cina, in Giappone e in America. Appassionato della Grecia e di Omero, sposò la greca Sofia Engastrómenos, che gli fu compagna fedele nelle sue fortunate ricerche archeologiche. Basandosi sul testo di Omero, in cui aveva fede assoluta, identificò Troia nella collina di Hissarlik mettendone in luce (1871-74) i resti e scoprendo, tra l'altro, il “tesoro di Priamo”(in realtà proveniente da uno strato inferiore a quello della città omerica) che donò in seguito al Museo di Berlino. A Micene (1874-76) scoprì le ricchissime tombe reali dell'acropoli, che egli credette quelle degli Atridi, e a Orcomeno la grande tomba detta “tesoro di Minia”. Insieme all'archeologo W. Dörpfeld (dal 1882) che rettificò in seguito alcune sue identificazioni inesatte, scavò il palazzo di Tirinto (1884-86) e riprese le ricerche troiane. Numerosi anche i suoi scritti, in cui illustrò con entusiasmo e fantasia le sue scoperte: Ithaka, der Peloponnes und Troja (1869), Trojanische Altertümer (1874; Le antichità troiane); Mykenae (1878), Ilios (1881), Tiryns (1886).

Bibliografia

Stone, The Greek Treasure, Londra, 1975; L. Deuel, Sulle tracce di Heinrich Schliemann, Milano, 1980.

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