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Schmitt, Florent

compositore francese (Blâmont, Meurthe-et-Moselle 1870-Neuilly-sur-Seine, Parigi 1958). Studiò al Conservatorio di Parigi con T. Dubois, A. Lavignanc, A. Gédalge, J. E. F. Massenet e G. Fauré. Nel 1900 vinse il Prix de Rome con la “scena lirica” Sémiramis. Diresse il Conservatorio di Lione (1921-24); fu critico musicale della Revue de France e (1929-39) del giornale Le Temps. Rappresentò validamente il neoromanticismo francese, riallacciandosi a C. A. Franck e P. Dukas, ma rimanendo estraneo a C. A. Debussy e M. Ravel. La sua copiosa e multiforme produzione ha nella musica da camera e nei pezzi vocali-strumentali le più riuscite espressioni. Tra le opere che gli diedero maggior fama si ricordano il vasto Psaume (1904), il “dramma muto” La tragédie de Salomé (1907), l'opera Antoine et Cléopâtre (1920; da cui trasse poi due suites sinfoniche) e i pezzi per pianoforte intitolati Musiques intimes (1890-1904), Musiques foraines (1902), Suite sans esprit de suite (1937).

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